CIOCIARIA NEWS Rogo a Nocione, tragedia sfiorata e paura alle stelle. Scatta un nuovo allarme
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INSERITO DA MORENA MOTTA Fiamme a pochi passi dai cumuli di rifiuti tirati fuori dal ventre della terra durante le indagini a Nocione e ancora lì a cielo aperto. Ieri mattina tragedia sfiorata con fiamme altissime a meno di trenta metri dai rifiuti, progressivamente più vicine e feroci. L'attività di spegnimento da parte dei vigili del fuoco non è stata affatto semplice, una corsa contro il tempo per evitare il peggio. Il problema, però, non è nuovo. Lo scorso anno almeno un paio gli episodi che hanno fatto salire il livello d'allerta nella stessa area. Dopo oltre vent'anni a metà dello scorso mese d'aprile, lo ricordiamo, erano finalmente partite le analisi geotecniche nel fazzoletto di terra su cui pendono ancora pesanti dubbi per la presenza dei veleni interrati.
Una battaglia che ambientalisti e residenti conoscono bene, con inchieste della procura aperte, chiuse e riaperte. Fino all'arrivo, per la prima volta, persino di geoscanner della Finanza da Pratica di Mare.
Poi ancora, anche a causa della pandemia, tutto al rallentatore. Fino ad aprile scorso, con l'esecuzione delle analisi. I risultati, però, sono tardati ad arrivare.
Da fonti beninformate non ci vorrebbe ancora molto, mentre in Regione si continua a lavorare per la bonifica.
Non, dunque, un'attività mirata solo all'eliminazione dei cumuli in superficie, ormai quasi ammantati dalla vegetazione per i quali la difficoltà di smaltimento resterebbe legata alla presenza di rifiuto misto ma un'opera complessiva. E definitiva.
Intanto, però, le polemiche dei residenti restano. E la paura che un incendio come quello di ieri possa compromettere l'ecosistema pure. Ora si dovrà fare chiarezza sulla natura del rogo. «Si fa appello alla Prefettura per la convocazione di una tavolo per la sicurezza che coinvolga tutti: Comuni, forze dell'ordine, protezione civile, esercito, associazioni civili e militari, per un coordinamento unico per la prevenzione fa sapere Edoardo Grossi, presidente Ansmi occorre un monitoraggio in quelle zone a rischio, dove ogni anno si sviluppano incendi. Nel Cassinate le zone minacciate dagli ecocriminali sono diverse: via Montecassino, Montemaggio, Villa Santa Lucia, Terelle, Montecairo, Valleluce, Cisternuole, Spineto e molte altre. Basterebbe un monitoraggio soprattutto in questi dieci, quindici giorni di caldo torrido magari anche con l'ausilio dell'esercito: oltre a risparmiare un danno ambientale e sanitario, la collettività risparmierebbe milioni di euro per interventi antincendio».
FONTE www.ciociariaoggi.it di Carmela Di Domenico
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