SPORT NEWS E SPORT LOCALE Angelo Crescenzo: «Rinunce e sacrifici, finalmente Tokyo» Il karateka di Sarno: «Sono orgoglioso di rappresentare il mio territorio»

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quella che ha condotto Angelo Crescenzo, karateka di Sarno classe 1993 e cresciuto nello Shirai Club di San Valentino Torio, ai Giochi Olimpici in programma a Tokyo questa estate è stata una strada lunga, tortuosa e in qualche punto in salita. Una sfida nella sfida, quella agonistica contro gli altri atleti, quella ancora dell’intero mondo sportivo contro la pandemia e, infine, quella personale contro il Covid-19. Una strada sulla quale Crescenzo ha camminato per due anni e mezzo prima di staccare il pass olimpico. «Questo traguardo lo dedico a me stesso, penso sia giusto così. Poi, alla mia famiglia perché noi atleti d’élite siamo sempre portati a non mostrare le reali difficoltà, il dietro le quinte lo conoscono solo i miei familiari. Infine, un ringraziamento va all’Esercito e a tutto lo staff tecnico della nazionale italiana e alla Fijlkam, al direttore tecnico Pierluigi Aschieri e al team Manager Mauro Venanzetti che mi è stato vicino nei momenti difficili», commenta così la qualificazione olimpica il ventisettenne karateka. Com’è stato il percorso che quest’estate la condurrà a Tokyo? È stato un percorso molto lungo e complicato. Ho iniziato nel settembre 2018 con la prima gara di qualificazione a Berlino ottenendo un oro, dopo pochi mesi a Madrid ho vinto i Campionati Mondiali di Karate, posizionandomi così subito ai vertici del ranking. Le tappe di avvicinamento alle Olimpiadi sono state fino a questo momento 19 e, nonostante le statistiche iniziali, sono riuscito a portare a casa 10 medaglie su 19 eventi, appunto. Ogni percorso tanto sentito e tanto lungo ha degli intoppi… Sì, a gennaio 2020 ho avuto un primo momento di buio quando, in occasione della Premiere League di Parigi, sono risultato fuori dalla zona qualificazione. Grazie però al mio staff, all’Esercito e allo Shirai Club di San Valentino Torio abbiamo superato quel momento e, infatti, nelle due gare successive sono arrivato in finale. Poi però la pandemia ha bloccato tutto. Cosa è successo da lì in avanti? Si è fermato il mondo e all’inizio neanche la WKF sapeva come muoversi. Quando si è capito che non era più possibile organizzare e programmare altre tappe di qualificazione fu assunta la decisione di chiudere il ranking. Io ero dentro, ero felice di poter partire per Tokyo. La situazione è poi cambiata ancora una volta velocemente perché, quando un anno fa circa, fu ufficializzato il rinvio delle Olimpiadi al 2021, si decise di riaprire il ranking: ciò significava che tutti eravamo di nuovo in ballo. Ho assaporato i Giochi Olimpici e poi mi sono visto sfuggire il pass dalle mani. Olga Sammauro LA CITTA
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