COSTIERA AMALFITANA NEWS Anche quest'anno la pandemia fa saltare i festeggiamenti in onore della MADONNA AVVOCATA

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inserito da Miki Pappacoda Il nostro amico Gabriele Cavaliere scrive sul suo profilo facebook: Anche quest'anno la pandemia fa saltare i festeggiamenti in onore della MADONNA AVVOCATA una devozione lunga secoli che intreccia paganesimo e cristianesimo, conditi da una ritualità profonda che trova la sua massima espressione nella
“TAMMORRIATA”una danza estatica che si svolge al ritmo trascinante delle tammorre, i grandi tamburelli percossi dai componenti la “paranza dei tammorrari” (i suonatori) da antichi canti e dal suono del “sisco” che, in origine, presso i Romani, era costituito dal flauto doppio. Tradizionalmente si possono distinguere vari stili di tammorriate: la Tammorriata Paganese, tipica di tutto l'Agro Nocerino, la Tammorriata Giulianese, quella di Terzigno ed infine la nostra,
che potremmo definire “Maiorese”, e che si caratterizza per il numero non definito dei suonatori che percuotono il proprio strumento per molte ore. Si dice che il numero di tammorre non conta, anzi più ce ne sono meglio è! I danzatori, poi, a coppie, e muniti di “castagnette” (un tipo di nacchere), svolgono la danza rituale, carica di forza ed erotismo, e di una certa violenza, una pratica al limite del guerresco potremmo definirla, che cerca di invadere e conquistare lo spazio occupato degli altri danzatori.
Questi ultimi, senza mai smettere di danzare e battere le castagnette possono assecondare l’aggressione oppure contrattaccare. Ed è in quest’ultimo caso che prende vita la parte più suggestiva della danza, che si manifesta nell’intreccio delle gambe tra un “duellante” e l’altro. Questa danza è un ringraziamento alla Vergine che, da “Avvocata”, protegge la vita degli abitanti di questa Costa “montuosamente marina”, che dalla notte dei tempi li ha costretti alla dura lotta per la sopravvivenza tenendo “un piede in barca e l’altro in vigna” oppure, come personalmente preferisco definirla, conducendo la vita “della Volpe Pescatrice”… photo credits: Agostino Criscuolo
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