SALERNO E PROVINCIA NEWS Gasolio della camorra in provincia di Salerno, nelle intercettazioni il patto tra boss e petroliere

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Polla, Raffaele Diana e il legame con Massimo Petrullo: i casertani nelle aziende. Per l’Antimafia è stato l’imprenditore pollese Massimo Petrullo ad aprire le porte del Vallo di Diano al clan dei Casalesi. Risalgono al 2015 i primi contatti tra l’uomo ritenuto vicino alla criminalità organizzata del Casertano, Raffaele Diana, e Massimo Petrullo e l’inizio dei rapporti commerciali con aziende alcune riconducibili sempre ai Casalesi e quelle con il clan mafioso tarantino rappresentato da Michele Cicala. A rappresentare il clan nel Diano era Raffaele Diana che, forse per rendere più evidente la sua presenza nel comprensorio subito dopo essere entrato in affari con Petrullo aveva preso anche la residenza nel piccolo comune di San Pietro al Tanagro. Probabilmente la possibilità di poter uscire dallo stato di difficoltà economica in cui versava la sua azienda indusse l’imprenditore pollese ad accettare l’offerta di Diana che così iniziò a riciclare i capitali illeciti propri e quelli dei Casalesi, provenienti dal traffico illecito di rifiuti, nelle attività imprenditoriali di Petrullo. E i risultati arrivarono in poco tempo perché da una situazione economica particolarmente critica in seguito all’ingresso nelle compagini societarie, quali soci e gestori di fatto, dei componenti della famiglia Diana, l’azienda di Petrullo fece registrare un boom economico con una moltiplicazione dei profitti che insospettì gli uomini della Dda che già da tempo stavano monitorando diverse attività imprenditoriali del Diano. La società di Petrullo in poco tempo era diventa il canale privilegiato attraverso il quale la famiglia Diana si era infiltrata nel tessuto economico-sociale locale (re.sa.) LA CITTA
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