Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. VARIE LA STORIA SEGRETA DI COME LE SUORE ABBIANO NASCOSTO LA VENDITA DI MIGLIAIA DI BAMBINI IN SPAGNA

18 Marzo 2021, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Dalla nascita del Monachesimo a San Benedetto da Norcia |

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  È il 1982, in Texas. Randy Ryder, dopo un’infanzia passata con la madre affetta da alcolismo e problemi psichiatrici, scopre di non essere suo figlio. Lei gli confessa di averlo comprato in un ospedale a Malaga, in Spagna, nel 1971.

È il 2009. In un ospedale di Madrid, Jean Luis Moreno ascolta suo padre sul letto di morte confessare di averlo comprato nel 1969 da un prete a Saragozza per 150.000 pesetas, poco meno di 50.000 euro. Sconvolto, Jean Luis va a vedere i registri dell’ospedale dove crede di essere nato. Non ci sono né il suo nome né quello di sua madre. Usando investigatori privati risale alla suora che aveva reso possibile l’adozione. Lei prima nega di aver preso denaro, poi ammette con tono gelido di ricordare i compratori. Jean Luis presenta denuncia al tribunale civile, poi all’ordine provinciale di Saragozza e infine alla corte suprema. Il caso viene sempre archiviato.

the-vision-suore

È il 2010. Ines Madrigal scopre in un cassetto il suo certificato di nascita e qualcosa non torna. Date e luogo non coincidono con la sua carta d’identità. Affronta sua madre, e viene a sapere di essere stata data “in regalo” da un ginecologo famoso, che non disse mai da dove proveniva la bambina. Le aveva dato istruzioni di fingere la gravidanza.

Questi non sono casi isolati. Sono 300.000.

Nell’aprile del 1939, in Spagna, il generale Francisco Franco prende il potere. È un uomo con forti valori cattolici e nazionalisti. Uno dei suoi più fidati consiglieri è lo psichiatra Antonio Vallejo-Nagera. Vallejo aveva passato la prima guerra mondiale in Germania, dove aveva appreso il concetto di pulizia etnica e formulato una serie di cazzate clamorose spacciate per verità scientifiche. Tra i tanti deliri spiccava quello del “morbo rosso”. Secondo Vallejo, essere comunisti o dissidenti era una malformazione mentale, trasmissibile come un virus, dalla quale non si poteva guarire. Il 17 ottobre 1941, Franco semplifica le leggi sull’adozione per un motivo specifico: quando le famiglie dei nemici del regime venivano incarcerate, i figli venivano affidati agli orfanotrofi, che a loro volta li affidavano a famiglie considerate rispettabili: bastava fossero politicamente corrette, eterosessuali e cattoliche. Nel 1958 ci fu una seconda riforma, secondo la quale i genitori biologici, dopo tre anni dall’abbandono, perdevano qualsiasi diritto sul bambino. Gli orfanotrofi – leggi il Vaticano – non erano più tenuti a dare informazioni. Gli istituti si trovarono così a disposizione una fornitura continua di bambini e neonati, a volte figli di donne non sposate, a volte strappati dalle mani di anarchici, comunisti e dissidenti.

E perché regalarli, se si possono vendere?

Dal 1943 al 1987, in Spagna il traffico di bambini genera introiti miliardari. Il meccanismo è semplice: le suore intercettano le puerpere ideali, di solito donne sole, con famiglie problematiche, o molto povere. Le coccolano dicendo che le aiuteranno, raccomandandosi che quando verrà il momento vadano nelle loro cliniche a partorire. Quando arrivano le drogano col Pentothal. Appena partorito, il bambino viene portato immediatamente in un’altra stanza, dove a volte c’è già la compratrice, a volte un nido nascosto. Si fa aspettare la madre biologica per ore, raccontando che il neonato ha delle complicazioni impreviste, poi dopo 6-9 ore si riferisce che è morto. Se la madre protesta o diventa aggressiva, la si sottomette prima con la forza, poi con la burocrazia e i ricatti. Sono tutte donne fragili, povere, fortemente cattoliche e ignoranti: le suore sanno che non possono permettersi un avvocato.

Manoli Pagador partorisce nel 1971 a Madrid, a 23 anni. L’ultima cosa che ricorda di suo figlio è il pianto che sparisce giù per il corridoio. Quando nel 1975 Franco muore e il regime collassa, il traffico di bambini continua florido. Il popolo spagnolo è stremato e diviso. Affrontare i propri orrori non è mai facile, perché si rischia una spirale giustizialista dove tutti hanno colpe. Nel 1977, il nuovo governo promulga la ley de amnistia, che noi chiameremmo “legge scurdammoce ‘o passato”. Nessuno vuole parlare del fatto che ovunque madri e figli si stanno cercando. Chiunque sollevi l’argomento viene ignorato. Nel 1981, nella clinica Santa Cristina, Purificacion Betegon partorisce due gemelle premature. Suor Maria Gomez Valbuena le chiede di darle in adozione. Quando Betegon rifiuta, la suora riferisce che le bambine sono morte a causa dell’incubatrice rotta. La Betegon corre a vedere e le trova vive. Un’infermiera le spiega che sono cerebralmente morte, poi Betegon viene portata via a forza. Nessuno le presta soccorso o aiuto. Ma la gente per strada parla. Così, nel 1982, German Gallego, fotografo per il settimanale spagnolo Interviù, indaga. Va alla clinica San Ramòn, una piccola clinica con solo dieci stanze, ma un costante viavai di donne che vanno e vengono senza registrarsi né lasciare traccia. Il primario è il dottor Eduardo Vela, ginecologo. Lui rifiuta di rilasciare interviste e smentisce ogni voce. Lo stesso fa la suora responsabile, suor Maria. Alcune novizie, però, seppur spaventate, chiedono al giornalista di tornare nel cuore della notte. Una volta lì, gli confessano tutto. Il traffico, i soldi, i furti, le bugie.

«E se la madre volesse vedere il corpo del bambino?» domanda Gallego.

Le suore mostrano una cella frigorifera, dove sono conservati dei neonati morti da mostrare in caso di emergenza. Gallego fotografa i corpicini, pubblica l’inchiesta e aspetta almeno una telefonata della polizia. Non arriva mai.DI 

DI NICOLÒ ZULIANI https://thevision.com/attualita/bambini-venduti/?fbclid=IwAR1HM8pWEUvMBzzI-YUfKew6XhhruBtTkfabEjS0Vdov_dO8XBIKToxJLjw

Commenta il post