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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE COVID-19 Il virus attacca l’intestino in un un caso su tre: quali sintomi e fattori di rischio?

1 Gennaio 2021, 19:15pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE COVID-19 Il virus attacca l’intestino in un un caso su tre: quali sintomi e fattori di rischio?

di Miki Pappacoda “Fino a 10-12 settimane dopo un’infezione da Covid, l’intestino continua ad eliminare dei frammenti virali. È l’ultimo organo ad eliminare il virus dopo la guarigione. L’intestino è un grande serbatoio dove il Coronavirus è in grado di crescere e replicarsi” è la sintesi del Prof. Antonio Gasbarrini (Direttore Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche Pol. Gemelli IRCCS) alla domanda sui danni che il virus produce a carico dell’apparato gastrointestinale, nell’ampia intervista rilasciata a Il Giornale. Una autorevole conferma di quanto emerso in alcuni lavori scientifici negli ultimi giorni di aprile: SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile dell’epidemia Covid-19, infetta gli enterociti (le cellule che costituiscono l’epitelio di rivestimento dei villi negli organi intestinali, ndr). Un meccanismo che, oltre alla via respiratoria – preponderante e per la quale la protezione individuale è fondamentale – fa ipotizzare una ulteriore possibile via di trasmissione del virus, quella oro-fecale. Soffermiamoci sull’aspetto sintomatologico nel contributo di Gasbarrini che è molto chiaro “A causa della sua permanenza anche nell’intestino, può provocare dei disturbi gastrointestinali: i più frequenti sono legati al colon irritabile che si manifesta con gonfiore, difficoltà di evaquazione e diarrea, che può durare anche per 8-10 settimane dopo  l’infezione ” e prosegue “in alcune persone, l’apparato gastrointestinale è l’unico organo che viene colpito e manifestano la diarrea come unico sintomo di infezione da Covid“. Rispetto alle cosiddette “categorie a rischio” il Prof. Gasbarrini lancia un messaggio diretto “Il virus non guarda in faccia nessuno, la sintomatologia peggiore, però, la provoca alle persone più anziane, fragili e con altre patologie. Non è un caso che la maggioranza delle persone ricoverate e con problemi maggiori siano soprattutto persone di una certa età, che hanno più malattie, obese, diabetiche o ipertese. La strategia di prevenzione, ancora in attesa di un vaccino, è importante e si basa sugli stessi elementi che cooperano per una cura efficace in chi è stato contagiato da SARS-CoV-2  ““Il nostro apparato digerente è ricco di batteri che risiedono nel microbiota intestinale, composto da una barriera anatomica molto delicata e sensibile. Come tutti i virus, danneggia sia il microbiota che la barriera intestinale. È lì che tutti i giorni arriva il cibo quindi, se si sviluppa una diarrea da Covid, la prima cosa da fare è una dieta il più possibile leggera: eliminare tutti gli alcolici, gli alimenti particolarmente grassi, mangiare sempre molte fibre come frutta, verdura e cereali integrali. Cominciano ad esserci nuovi studi che ci dicono come sia importante ristabilire un corretto microbiota intestinale“

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