LA STORIA DELL’EGITTO Cibi e sapori nel mondo antico - Terza parte
/image%2F1394276%2F20201218%2Fob_a87ef4_more.jpg)
DI MORENA MOTTA Carne e pesce
Oltre a verdure e frutta, gli Egiziani godevano anche di vaste riserve di carne, e disponevano di molta selvaggina. Le rive del Nilo e Ie vicine paludi erano piene di uccelli di vari tipi. Nelle tombe vediamo spesso vivaci e coloratissime scene di caccia tra i canneti con anitre selvatiche, gru, quaglie, aironi e via dicendo, che cadevano vittime dei cacciatori. In casa si allevavano altri uccelli come, per esempio, Ie oche. Stupisce invece che per lungo tempo in Egitto non fossero conosciute Ie galline. Infatti i polli, per noi tanto comuni, comparvero soltanto all’epoca di Tuthmosi III (1479-1425 a.C.).
Questo faraone forse ne ricevette un paio in dono e Ii gradì moltissimo, ma non gli venne in mente di mangiarle, Ie trattò con tutti i riguardi e, come curiosità, Ie incluse in un suo piccolo giardino zoologico. Parecchio tempo dovette passare prima che il pollame venisse considerato fonte di nutrimento e fosse allevato nelle fattorie; quindi a lungo anche Ie uova non entrarono nella dieta egizia.
La cacciagione era abbondante e veniva consumata in mille modi. Sappiamo che anatre, quaglie e tutti gli uccelli di piccole dimensioni venivano subito spennati, sventrati e salati e lo stesso veniva fatto per tutte quelle prede che non sarebbero state consumate subito. O si immergevano in una salamoia, o si facevano seccare e infine si affumicavano. Erano provviste comode perche non c’era bisogno di cucinarle. Bastava mangiarle così com’erano, in fondo erano molto simili ai nostri salumi. Quando invece si voleva mangiarla subito, la selvaggina si cuoceva in vari modi: lessa, arrosto o stufata. Con gli stessi metodi di cottura si preparava poi la carne bovina fornita dalle mandrie di allevamento. L’animale macellato veniva diviso in varie parti, proprio come si fa ancora oggi, e i cuochi sceglievano il pezzo che preferivano o che meglio si adattava alla ricetta che avevano in mente.
Vi erano poi i maiali, che in Egitto erano allevati da uomini destinati a una vita piuttosto dura. Infatti, gli Egiziani consideravano i porci animali talmente impuri, che se per caso qualcuno per strada veniva sfiorato da uno di essi, doveva subito precipitarsi vestito com’era nel fiume e sciacquarsi bene. Non è possibile quindi che vedessero di buon occhio chi si occupava dei suini.
Sembra però che questa discriminazione non esistesse dalle parti del Delta, e infatti era principalmente nel Delta che il maiale veniva allevato e consumato senza problemi. E poi nel Delta vivevano molti Greci che non solo non avevano pregiudizi sull’arrosto di maiale, ma lo consideravano uno dei loro piatti preferiti. Alla fine, con I’arrivo dei Tolomei, i suini si presero la loro rivincita e Alessandria diventò famosa per i suoi efthopolia, dove si vendeva un bollito misto fatto con varie parti di maiale e lo si serviva bollente, probabilmente accompagnato con qualche salsa. Ce ne parla Ateneo (erudito greco dei secoli II e III, autore dell’opera Sapienti a banchetto, n.d.r.) e ce lo descrive: «Dopo queste pietanze venne passato un piatto di bollito misto comprendente piedini, testina, orecchie, guance, intestini, trippa e lingua di maiale come il bollito che si trovava in quelle speciali botteghe di Alessandria chiamate efthopolia o botteghe del bollito». Tale piatto è molto simile al bollito misto alla piemontese, solo che questo è composta di vari tipi di carne, mentre in quello egiziano si usava solo carne di maiale.
C’era poi il pesce, che veniva spesso fatto seccare al sole; disprezzato dai ricchi (salvo rare eccezioni) era iI cibo tipico della povera gente. Comunque pesci gatto, pesce elefante e pesce luna avevano i loro amatori, e così pure si mangiavano tilapie, triglie e carpe.
/image%2F1394276%2F20201218%2Fob_2bdb4e_nebamon-e-famiglia.jpg)
Nebamon, su una zattera, con la moglie e la figlia, va a caccia nelle paludi con un bastone da lancio e tre aironi da richiamo, dalla tomba di Nebamon a Ora Abu el-Naga. XVIII dinastia, 1350 a.C. circa.
Londra, British Museum
/image%2F1394276%2F20201218%2Fob_f08216_allevatori.jpg)
Saqqara, mastaba di Ti. Particolare del rilievo dipinto in cui un mandriano porta un vitello e guida i suoi buoi nel guado di un fiume. V dinastia, 2465-2323 a.C.
/image%2F1394276%2F20201218%2Fob_4c5eb6_pescatore.jpg)
Saqqara. Mastaba del visir Kagemni.
Rilievo con scena di pesca.
VI dinastia, 2323-2150 a.C.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
/image%2F1394276%2F20201218%2Fob_cfe1eb_nebamon-e-famiglia.jpg)