LA STORIA DELL’EGITTO Cibi e sapori nel mondo antico - Quarta parte
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DI MORENA MOTTA Datteri, uva e fichi
C’era poi la frutta, e la più comune in Egitto era quella che abbiamo già visto rappresentata nelle varie scene di offerte: datteri di tutti i tipi, uva e fichi. Poi, tra il 1660-1543 a.C. con gli Hiksos, arrivano in Egitto Ie mele, Ie olive e i melograni e durante il Nuovo Regno il gelso dall’Asia Minore. Per Ie pere, Ie pesche, Ie mandorle e Ie ciliegie bisogna invece aspettare la conquista romana.
Infine i dolci, e di questi abbiamo pure una ricetta, che ci arriva dall’epoca di Ramsete III (1194-1163 a.C.), quella degli encyt (dolci simili a frittelle o focacce, n.d.r.). Essa dovette passare in Grecia, perchè circa al tempo di Pericle Ii vediamo citati per la prima volta. Erano buoni e vennero apprezzati, tanto che la ricetta arrivò a Roma e finì nelle mani di Catone il Censore che stava compilando il suo De Agricoltura, ed egli la incluse nel suo libro. Chissà se Catone riteneva quella ricetta un piatto autenticamente romano; certo non dovette mai sospettare che fosse arrivata da tempi così lontani. Comunque egli ce I’ha tramandata, descritta con grande minuzia e in tutte Ie sue parti.
Era poi uguale a quella che facevano gli Egiziani? Il problema è stato risolto grazie a un dipinto. In una saletta laterale del passaggio che, nella Valle dei Re, conduce alla tomba di Ramsete III c’è un affresco in cui si vede una pasticceria egiziana in piena funzione e, in mezzo a questa scena animatissima con molta gente che lavora a varie preparazioni, due uomini davanti a un grande padellone, proprio come quello consigliato dal Censore, stanno friggendo gli enciti. Uno di essi, come prescritto nel De Agricoltura, ne ha appena sollevato uno e, aiutandosi con due bastoncelli, come suggerito da Catone, lo sta rigirando per farlo colorare anche dall’altra parte. Sopra, contro la parete, tre enciti gia pronti sono stati appesi in alto per far scolare I’unto. Altri dolci di varie forme si vedono tutto attorno e alcuni sono proprio uguali a un gruppo di biscotti trovati in una tomba egiziana, e oggi conservati nel Museo Egizio di Torino.
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