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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nuovo Dpcm: le regioni che rischiano il lockdown. Coprifuoco alle 22 e limitazioni alla mobilità interna

4 Novembre 2020, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cresce l’attesa per l’intervento del Premier Giuseppe Conte che ragguaglierà l’Italia sul contenuto del nuovo Dpcm.

Novità importanti prima tra tutte la divisione del nostro paese in tre zone: rossa, arancio e verde, ovviamente in base alla gravità della situazione epidemiologica.

Tra le misure previste, secondo le anticipazioni fornite da Repubblica, limitazioni alla mobilità fra Regioni, centri commerciali chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Non apriranno i musei, le sale bingo e quelle scommesse, i mezzi pubblici potranno essere pieni al 50% e ci saranno limiti alla circolazione delle persone di sera con un coprifuoco che scatterà dalle 22 alle 5.

 

 

Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Nella zona rossa, in cui sono state inserite Lombardia, Piemonte e Calabria ma potrebbero essere aggiunte anche Alto Adige e Valle d’Aosta, verrà applicato il cosiddetto lockdown “soft”: resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso.

Per quanto concerne la Campania dovrebbe essere inserita nella zona arancione insieme a Puglia, Liguria e Veneto. In questo caso le misure applicate dovrebbero essere: i ristoranti restano chiusi, le loro serrande rimangono abbassate tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali.

Infine nella zona verde regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre nella quale rientrato tutte le altre regioni d’Italia. AMALFINOTIZIE

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