PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CORONAVIRUS: perché il COVID è ESPLOSO in AUTUNNO? La COLPA è di CLIMA e METEO, lo dice un RECENTE STUDIO
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Le dinamiche atmosferiche sono spesso in grado di influenzare molti aspetti della natura e della nostra vita. Una domanda che in molti si fanno è: perché la seconda ondata di Covid è esplosa proprio in autunno? La colpa sarebbe proprio del clima e del meteo, secondo un recente studio. Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta, per dare una risposta più completa.
Un'analisi condotta dai ricercatori del Climate Change Service del progetto europeo Copernicus ha appurato che la flessione delle temperature osservata tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, è coincisa con un'impennata nei contagi e delle vittime che avevano contratto il virus.
Tuttavia il principale responsabile non sarebbe la temperatura, quanto piuttosto il valore di umidità relativa dell'aria: all'inizio della stagione autunnale l'umidità tende ad aumentare notevolmente, facilitando la permanenza sulle superfici e nell'aria delle goccioline contaminate emesse dai soggetti positivi. Si aggiunga a questo anche la minore incidenza dei raggi solari, che contribuisce a limitare notevolmente l'evaporazione dei droplet.
A confermare inoltre questa ipotesi vi sarebbe anche uno studio pubblicato sulla rivista "Physics of Fluids", secondo cui i fattori critici per la trasmissione delle particelle infettive virali (o virioni) sono: l'umidità relativa, temperatura ambientale e la velocità del vento.
Le simulazioni hanno mostrato che una temperatura elevata associata a bassa umidità relativa determinano alti tassi di evaporazione delle goccioline di saliva contaminate, riducendo così in modo significativo la possibilità di sopravvivenza del virus. Se invece temperatura e umidità relativa sono entrambe elevate, la nube di goccioline respiratorie mantiene una concentrazione elevata e si può propagare su lunghe distanze. Un altro fattore significativo è la velocità del vento, e la sua influenza è tale da mettere in dubbio molti valori di soglia considerati validi per il distanziamento sociale.
I nuovi dati emersi da questa ricerca aiutano a spiegare, almeno in parte, il motivo per cui nel mese di luglio la pandemia di SARS-CoV-2 si è aggravata in diverse metropoli densamente abitate di tutto il mondo, come nel caso di Delhi, in India, una città che ha registrato temperature e umidità relative elevate.
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