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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Coronavirus, quando potrebbe scattare il lockdown nazionale. I paletti del governo

31 Ottobre 2020, 12:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Si parla di chiusura delle attività “non essenziali” e divieto di spostamento tra le Regioni: sono queste le misure allo studio del governo se le norme già contenute nel Dpcm del 18 ottobre e le ordinanze emanate in queste ore dalle Regioni non fermeranno la salita della curva epidemiologica. Come riporta il Corriere della Sera, l’esecutivo sceglie di procedere “in maniera graduale” con un obiettivo dichiarato: tenere aperte le attività produttive e le scuole. Ma se il numero dei nuovi positivi da Covid e soprattutto quello dei ricoverati continuerà ad aumentare in maniera veloce come in questi giorni, sembra scontato che si debba procedere ad altre chiusure progressive, probabilmente a un nuovo lockdown. Palazzo Chigi al momento lo esclude, anche se all’interno dell’esecutivo una soglia è stata comunque fissata: 2.300 persone in terapia intensiva. È questo il livello di allarme che potrebbe far scattare misure drastiche. Dunque si procede di concerto con i governatori, si collabora per seguire una strategia comune, muovendosi in base all’indice Rt delle varie aree. Fondamentale per decidere come e dove intervenire sarà il monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità che arriverà in questi giorni. Lo studio dell’Iss sugli scenari di crisi ha già individuato il livello “alto”, il peggiore, in tre settimane consecutive di Rt oltre l’1,5. La preoccupazione forte riguarda gli ospedali. Perché è vero che molte strutture sanitarie reggono, ma altre sono in affanno, in alcune città i posti cominciano a scarseggiare. E si è abbassata, rispetto alla primavera scorsa, l’età media di chi presenta sintomi anche gravi. Ieri le persone ricoverate in terapia intensiva erano 926. Una settimana fa, il 14 ottobre, erano circa la metà, 539. È questo il dato che allarma e su questo si stanno modulando gli interventi. Con la convinzione che oltre le 2.300 persone in condizioni gravi il sistema sanitario rischi di collassare, anche a discapito di pazienti che hanno bisogno delle massime cure per altre patologie. FONTE https://www.caffeinamagazine.it/

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