NEWS ITALIA E DAL MONDO Cena in Alto Adige e domenica in albergo, le scappatoie alla chiusura delle 18

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INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il pernottamento costa poco e, visto che l’ultimo Dpcm ha lasciato aperta la ristorazione serale, si può cenare senza incorrere in sanzioni «Venite a dormire. La stanza ha un prezzo simbolico, ma così potete cenare fuori casa». Moltissimi albergatori italiani lo hanno pensato subito. È la via d’uscita alla chiusura del ristorante e anche dell’hotel. Il pernottamento costa poco e, visto che l’ultimo Dpcm ha lasciato aperta la ristorazione serale per gli ospiti in albergo (perché il turismo non è vietato e chi sono turisti anche stranieri in Italia), si può cenare senza incorrere in sanzioni. Non è l’unico escamotage trovato negli ultimi giorni da chi proprio non vuole rinunciare a uscire a cena e trova che i ristoranti non siano luoghi di rischio contagio. I più fortunati sono quello che vivono vicino al Trentino Alto Adige. Qui i ristoranti per delibera locale sono aperti fino alle 22. Dal Veneto e dalla Lombardia c’è chi si è già spostato verso le province autonome di Trento e Bolzano e i ristoratori segnalano prenotazioni anche da altre regioni che sono per loro una boccata d’ossigeno e fanno invece infuriare quanti devono restare chiusi. Nel resto d’Italia invece molti stanno prendendo l’altra via, quella alberghiera. A Roma c’è chi le ha definite Vacanze Romane per i romani. Si chiama staycation e nella capitale lo fa La Pergola di Heinz Beck per quanti stanno al Rome Cavalieri. Mirabelle, ristorante dell’Hotel Splendid Royal propone Staycation Covid-Safe: il ristorante panoramico resta operativo 7 giorni su 7 con 150 euro a persona ci sono cena e pernottamento. Al ristorante Adelaide al Vilòn hanno pensato a un All Day Eating and Staying, fino alle 18, la cucina sempre attiva. Dal Gambero Rosso parte anche la proposta per i molti chef rimasti fermi di trovare accordi con gli alberghi, magari per temporary restaurant. Sponsorizzato da Regina C’è chi è andato oltre. Simone Iualè, titolare dell’Hotel La Rosa dei Venti di Monte San Giusto, nel maceratese, ha scelto una provocazione: affittare gratuitamente le sue stanze ai clienti per averli a cena secondo quanto riportano le cronache locali. Fa lo stesso il ristorante Koinè con il Boutique hotel Legnano in Lombardia. Per i ristoratori non è un’elusione delle regole, ma un modo per sopravvivere rimanendoci dentro.
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