COSTIERA AMALFITANA NEWS Il Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana scrive a De Luca e ai sindaci: “La situazione non è più sostenibile”
/image%2F1394276%2F20201005%2Fob_473d81_119121791-368842837464109-657871473556.jpg)
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana ha scritto una lettera aperta indirizzata anche al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, oltre che ai sindaci della Divina e a diversi altri enti.
Una lunga missiva molto chiara e che esplica in maniera inequivocabile il pensiero del comitato.
“Non è più sostenibile dal punto di vista turistico a seguito dei grandi numeri che interessano arrivi e presenze, soprattutto da escursionismo giornaliero, che mettono in forse i servizi fondamentali del territorio.
Come anche non è più sostenibile l’attuale gestione della SS 163 amalfitana, o meglio l’indifferenza dei poteri pubblici locali che preferiscono l’inattività a scelte radicali sui flussi di traffico per evidenti motivi di mantenimento del consenso.
A questo si aggiungono i frequenti e devastanti incendi che minano sempre di più la fragilità propria del territorio, incentivati da quello che appare come un articolato disegno criminoso che coinvolge, oltre che la Costiera, l’intera regione.
Risulta insostenibile e inspiegabile anche il perenne ricorso a pratiche emergenziali per affrontare il dissesto idrogeologico sempre più evidente negli eventi franosi che si verificano ormai quasi ad ogni temporale. Smottamenti di terrazzamenti abbandonati, crolli di falesie, colate di fango (che originano da terreni incendiati) sono eventi che denunciano una fragilità che va affrontata con interventi di prevenzione e monitoraggio e non più con l’emergenza.
Infine la questione aperta delle grandi opere pubbliche in corso di progettazione e realizzazione, con la galleria “Minori – Maiori” e l’opera di collettamento dei reflui urbani dei comuni del Centro costa con l’impiego del grande spazio verde del Demanio di Maiori, ad alta vocazione naturalistica, come area per la depurazione fognaria; si ignora, senza documentare la scelta, il progetto alternativo e meno impattante dell’Ausino di una condotta sottomarina Maiori-Salerno, con collegamento al depuratore del capoluogo.
Si avverte perciò, con sempre maggiore evidenza, la necessità di avviare una fase di discussione, approfondimento e studio sul tema di fondo “Quale Costiera?“
È guardando al suo territorio e alla sua morfologia e alla storia che si trovano i principi ispiratori dell’azione di oggi che ne chiede la tutela e conservazione del suo patrimonio generale con l’impiego di opere poco invasive, sostenibili, integrate con il paesaggio urbano e naturale, rispettose delle leggi.
Il nostro punto di vista in materia proviene da un osservatorio privilegiato dei suoi abitanti, insediato sul territorio, e preferisce una mobilità del mare a quella attuale, terrestre e di penetrazione della SS.163, con l’utilizzo alternativo delle strade trasversali di valico, Chiunzi e Agerolina, e la realizzazione di vettori meccanici tra zone alte e centri di costa con parcheggi alle porte d’ingresso e un trasporto pubblico su terra, del tipo green di ultima generazione; la SS. 163 amalfitana scaricata completamente dal traffico pesante di pullman turistici e merci (hub agli ingressi) e, guardando al futuro, una sua trasformazione ed evoluzione naturale, in “strada storica amalfitana”, così completamente recuperata alla sua funzione primaria e paesaggistica di collegamento tra Salerno/Vietri sul Mare e Positano/Punta Campanella/Sorrento, tra le più belle “roads” al mondo.
È una visione di “Costiera” che rinvia ad una nuova mobilità e ad un sistema di piccoli interventi e non grandi opere, se non agli accessi, con parcheggi di interscambio / hub e vettori di collegamento tra la zona alta e il mare con la dotazione delle infrastrutture di approdo nei centri sforniti, al posto di tunnel e varianti alla SS 163 che tendono a sovraccaricare ancora la linea terrestre di costa e che possono solo irrimediabilmente sconvolgerne l’assetto idrogeologico già fragile, non solo alimentando il traffico e l’uso privato dell’auto ma anche ivi giustificando altri parcheggi. È una soluzione che sarebbe da preferire anche per una ragione, non da meno, di costi e risparmio delle risorse pubbliche.
Il tutto nel quadro di un turismo sostenibile ed equilibrato che, invece di sovraccaricare soltanto i centri urbani e balneari, si distribuisca su una offerta diversificata per segmenti e periodi, soprattutto di bassa stagione, ma anche con un orientamento dei flussi verso i centri alti e interni della costa.
Questa esigenza di riequilibrio dell’offerta deve porre una giusta attenzione ai settori dell’agricoltura e dell’artigianato integrandoli nell’economia primaria; ed è soprattutto il settore privato chiamato alla condivisione delle “scelte”.
Pensiamo sia maturo, inoltre, rispetto alla situazione limite, introdurre nel dibattito, in tema di conservazione – qualificazione del territorio e qualità dell’offerta turistica mondiale, l’idea di Costiera come “isola” in terraferma.
La sintesi e l’essenza di Costiera è nella definizione e classificazione che ne fa l’UNESCO World Heritage Center, “un mirabile esempio di paesaggio mediterraneo, di eccezionale valore scenico naturale e culturale, risultato della sua drammatica orografia e dell’evoluzione storica”.
La Costiera Amalfitana, iscritta nella World Heritage List dell’UNESCO (WHL) dal 1997 nella categoria “Cultural Landscape”, costituisce appunto un Paesaggio Culturale tipico del Mediterraneo che rischia di essere irrimediabilmente compromesso dall’uomo attraverso l’incuria, il dissesto idrogeologico, le opere inutili, dannose e parcellizzate, il sovraffollamento, il traffico e l’uso della SS163, la speculazione edilizia, gli incendi.
Questa visione di Costiera non è “nostalgico ambientalismo”, teso ad ingessare l’esistente, quanto piuttosto l’esigenza di un approccio razionale di sostenibilità che, tutelando il paesaggio, ne promuova la valenza ambientale ed economica.
Si comincia ad avvertire l’evidente necessità di un nuovo modo di fare governo del territorio, ispirato alla sostenibilità degli interventi, che guardi alla Costiera amalfitana nella sua complessità e generalità; si intravede l’esigenza di un cambio di paradigma nella politica, la necessità di una strategia ‘territoriale’ di governo e di una nuova visione, con una prospettiva a lungo termine, omogenea rispetto ad obiettivi e interventi sull’intero territorio.
Si delinea ormai nella società civile un deciso NO alla tattica breve del campanile e delle grandi e piccole opere spesso scollegate da una visione generale di pianificazione.
Crediamo che un cambiamento della politica possa partire dal basso attraverso la propensione e la cura dei cittadini, delle imprese, della cultura e del mondo del lavoro per la propria terra.
Lo dobbiamo soprattutto ai giovani di oggi e alle future generazioni”.
AMALFINOTIZIE
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
