PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terremoto 1980, ricostruzione finita: restano le macerie Nella terra ferita dal sisma di 39 anni fa restano incompiute e contraddizioni


SALERNO - “Tu dov’eri?”. La domanda riecheggiò milioni di volte per giorni, settimane e mesi. È la stessa domanda che potremmo fare oggi, 39 anni dopo, a tutti quelli che hanno vissuto quel preciso momento – pochi secondi prima delle 19,35 – di quella domenica autunnale stranamente calda. Tutti abbiamo la nostra risposta, è sicuro, perché il mugugno della terra è rimasto impresso nell’immaginario collettivo della gente campana e lucana. I paesi-presepe vennero azzerati. Le persone anziane rivissero gli eventi pesanti del passato. I giovani saggiarono per la prima volta la forza scatenata della natura. I giornali, i tg e i volontari raccontarono la disorganizzazione dei soccorsi e l’indignazione del presidente Pertini. Le scuole restarono chiuse: nessuno sapeva se avrebbero sopportato altre scrollate. Gli studenti tornarono fra i banchi dopo l’Epifania, con alcune classi spostate nei corridoi o nei container, mentre le scosse continuavano a farsi sentire, fino al mese di febbraio.
Alfonso Schiavino la Citta
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