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SALERNO E PROVINCIA NEWS Omicidio Jolanda, il gip: «Pericoloso lasciarlo libero, può rifarlo» La fredda telefonata di Immacolata al “118”

30 Giugno 2019, 06:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SANT'EGIDIO DEL MONTE ALBINO - Una lucidità confermata in vari momenti, senza crollare mai, neanche nel momento di maggiore tensione. Questo uno dei fattori che ha colpito gli inquirenti rispetto al modo di agire di Immacolata Monti e Giuseppe Passariello, i genitori della piccola Iolanda, soffocata fino alla morte nella notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi. La coppia di coniugi originari di Pagani sono entrambi indagati per omicidio aggravato e il marito adesso è in carcere. Quella telefonata al 118. Gli inquirenti in queste ore stanno rianalizzando tutti gli elementi raccolti nell’inchiesta per la morte della bimba di 8 mesi di Sant'Egidio del Monte Albino e questa della lucidità mai persa è un nuovo spunto di riflessione investigativa. In particolare ha sorpreso gli investigatori la telefonata al 118 fatta poco prima delle quattro del mattino del 22 giugno scorso. Secondo il racconto di Immacolata Monti, alle 3.40 ha scoperto che la figlioletta non respirava e ha chiesto aiuto al marito che si sarebbe svegliato e messo sul divano rassicurandola che forse era in coma per poi praticarle la respirazione bocca a bocca. Sul punto ci sono divergenze con le dichiarazioni del marito ma l’importante è quello che accade subito dopo. I due non hanno neanche un telefono cellulare funzionante in casa per chiamare il numero di emergenza 118 e quindi Immacolata Monti va da una vicina per chiedere l0intervento del servizio di emergenza sanitaria. A parlare con il 118 è prima la vicina che poi, viste le domande che ponevano i sanitari sulle condizioni della piccola, ha passato il telefono alla madre della bimba. Immacolata, con grande calma ha dato le risposte alle domande del sanitario, e sembrava che l’operatore del 118 avesse maggiore partecipazione alla vicenda di quella che dimostrava la madre di Jolanda. La stessa lucidità che al commissariato di pubblica sicurezza di Nocera Inferiore, portati il 22 giugno scorso, dopo ore di una snervante attesa e con un grave lutto come quello della perdita di una bambina di otto mesi, manterranno i due genitori della piccola. Una lucidità sottolineata dal giudice per le indagini preliminari Luigi Levita quando Immacolata Monti ammette in un colloquio col marito all’interno dell’ufficio di polizia di via Falcone a Nocera Inferiore: “L’omicidio lo abbiamo fatto”. E di rimando il marito, invece di immediatamente dire “Cosa hai detto?”, “Cosa stai dicendo?” o altra espressione di dissociazione, distacco o repulsione, freddamente sussurra “Non lo devi dire” che sembra una conferma a quella dichiarazione ritenuta confessoria da parte della madre. Salvatore De Napoli LA CITTA

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