NEWS ITALIA E DAL MONDO MATURITÀ 2019: TRACCE NEL SOLCO DELL’ATTUALITÀ, TRA STORIA E FUTURO

inserito da Leone Buongiorno “Il porto sepolto” di Giuseppe Ungaretti è una delle sette tracce proposte ai maturandi alle prese con la prima prova, quella di italiano. Ma al ministero hanno anche inserito Corrado Stajano e l’Eredità del Novecento oltre a Leonardo Sciascia, con un brano tratto da “Il giorno della civetta”. Colpisce l’attenzione riservata ai temi storici, in controtendenza rispetto alle scelte politiche preannunciate nei mesi scorsi: ai candidati è stato proposto di approfondire le figure del ciclista Gino Bartali (eroe dello sport nazionale a cavallo tra il secondo conflitto ed il dopoguerra) e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso in un attentato mafioso a Palermo nel 1982. Singolare è il testo argomentativo ispirato alle “Istruzioni per l’uso del futuro” dello storico dell’arte e saggista Tomaso Montanari. Qui si chiedeva di mettere a fuoco il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, mentre la seconda traccia argomentativa puntava sull’illusione della conoscenza. Terza opzione, un brano di Corrado Stajano, giornalista e scrittore, tratto dalla raccolta di saggi “La cultura italiana del Novecento”. Alle 8.30 c’è stata l’apertura del plico telematico. La password per accedere alle tracce è stata pubblicata sul sito del Ministero e sui profili social in tempo reale. Positivi i commenti sulla scelta di Ungaretti, la cui breve poesia “Il porto sepolto” risale al 1916 ma è confluita nella raccolta L’Allegria nel 1942. In entrambi i casi nel pieno delle due guerre mondiali. Il porto è simbolo del viaggio introspettivo del poeta alla ricerca del mistero dell’essere umano, qualcosa di oscuro ed indecifrabile. Sempre attuale, il romanzo di Sciascia di omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità. “Il giorno della civetta” ha quasi sessant’anni e trae spunto da un episodio reale di cronaca: l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. Sullo sfondo, ci sono la situazione socio-economica siciliana, la denuncia della mafia ignorata e impunita.
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