POSITANO E PRAIANO NEWS Storia di Praiano

DI MORENA MOTTA La Costiera Amalfitana offre tante perle tra cui Praiano, a metà strada tra Positano e Amalfi. Anticamente era composto da due centri diversi, Praiano, che guarda a levante, e Vettica (o Vettica Maggiore), che guarda a ponente. Il suo nome originale era Pelagianum, "mare aperto", cambiato prima in Plagianum e poi in Praiano.
Notizie si hanno a partire dall'IX-X secolo, dal "Codice Perris" e da altre documentazioni. Nel Medioevo Praiano divenne parte della Repubblica di Amalfi. Il nucleo era caratterizzato da due entità: il casale di Praiano in alto, e il casale di Vettica Maggiore in basso. Una divisione che caratterizzava anche le attività lavorative: a monte vi erano i contadini che coltivavano agrumi, patate, pomodori, uva e orzo, in basso vi erano i pescatori.
Nel periodo angioino, Praiano fu elevata a "Universitas", titolo dato ai paesi che avevano una certa autonomia e prestigio, anche se rimase sempre aggregata ad Amalfi (fino al sec. XVII). Documenti del XV secolo attestano che la baia della Praia aveva un bacino di carenaggio usato per riparare caravelle.
Nel XVIII secolo, il paese divenne noto per la sua industria del lino e per la produzione del cosiddetto "filo torto".
Le abitazioni tradizionali, con volte a botte e a crociera, sono state costruite sfruttando al meglio i terrazzamenti sul mare, con mura di pietra realizzati a secco per il drenaggio dell’acqua. Nel corso dei secoli, numerose chiese, chiesette e cappelle sono state costruite su entrambi i lati del paese. Al centro della parte alta del paese si trova la chiesa dedicata al santo patrono, San Luca Evangelista. Di impianto barocco, la facciata bianca si accompagna a un campanile a tre piani, di cui l'ultimo e sottolineato da monofore e si inserisce in perfetta armonia nell'ambiente mediterraneo del paese.
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