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CAMPANIA NEWS Vulcano Marsili: eruzioni, terremoti e tsunami. Quali rischi? Ecco cosa c’è da sapere

27 Dicembre 2018, 16:27pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Vulcano Marsili: eruzioni, terremoti e tsunami. Quali rischi? Ecco cosa c’è da sapere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nelle ultime ore si susseguono le notizie relative ad eruzione di vulcani, terremoti e altri fenomeni naturali.

Alcuni esperti hanno parlato anche della possibilità che dopo l’eruzione dell’Etna e dello Stromboli presto il fenomeno si ripeto con il vulcano Marsili.

Un vulcano scoperto molto di recente

In realtà la scoperta dell’esistenza del vulcano Marsili è recente, risalendo infatti agli anni 20 dello scorso secolo. Fu battezzato così in onore di Luigi Ferdinando Marsili, scienziato del 1700.

La sua scoperta non ha destato l’attenzione però degli scienziati fino ai primi anni 2000, quando il CNR ha cominciato a mettere sotto osservazione il vulcano, che è, lo ricordiamo, il più esteso vulcano sottomarino del continente europeo.

Un vulcano ancora a rischio eruzione?

Quello che più sembrerebbe però interessare geologi e scienziati in generale è la potenziale pericolosità del vulcano.

Il vulcano è infatti ancora attivo e insieme al Magnaghi, al Palinuro e al Vavilov si tratta di uno dei quattro vulcani tirrenici che sono considerati ancora pericolosi.

Per questo motivo il CNR ha avviato una serie di studi aggiuntivi, nel 2010, analizzando quella che è la struttura del vulcano stesso.

Il rischio principale non sarebbe quello di una eruzione, ma piuttosto di cedimenti strutturali come quelli che hanno interessato il Vavilov in passato.

Sulla questione ebbe a che intervenire anche Enzo Boschi, il celebre sismologo ed ex capo dell’INGV, ovvero l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, indicando la struttura come estremamente fragile e soprattutto come soggetta a potenziale cedimento.

Si tratterebbe di un cedimento in grado di spostare una quantità enorme di acqua, milioni di metri cubi, che potrebbero schiantarsi in forma di onda sulla costa.

Il rischio Tsunami

Nonostante si tratti di una parola di origine giapponese e che siamo in genere abituati ad associare a fenomeni che interessano aree particolarmente remote del mondo, il rischio tsunami per quanto riguarda il vulcano Marsili è reale.

Nel caso in cui dovesse cedere strutturalmente, milioni di metri cubi d’acqua finirebbero infatti per abbattersi sulle coste della Campania, della Calabria e della Sicilia, causando danni che al momento sono incalcolabili ma che al tempo stesso hanno già messo in allarme gli scienziati del CNR, che continuano a monitorare l’area e soprattutto invitano la politica a intraprendere misure di protezione dei litorali, da sempre ignorati in quanto ritenuti non a rischio sismico.

Sulla questione tsunami inoltre è tornato il CNR, in seguito alle scosse di terremoto che hanno interessato Lazio e Abruzzo, individuando ancora una volta il vulcano sottomarino come uno dei punti di maggiore criticità per la sicurezza della penisola e delle isole d’Italia.

Quali zone d’Italia sono a rischio?

Ad essere a rischio Tsunami sono le coste di Campania, Calabria, Sicilia e in caso di evento particolarmente importante anche quelle della Sardegna.

Il problema sottolineato dal CNR riguarda anche il fatto che sui litorali italiani non sono state ancora predisposte delle contromisure in caso di tsunami, con danni che dunque non possono essere previsti né quantificati.

Senza dubbio comunque la possibilità che si verifichi uno tsunami è terrificante abbastanza di per sé, anche senza avere un conto esatto dei danni che si potrebbero patire.

Forse si utilizzerà per un progetto di riscaldamento geotermico, per produrre energia

Nel 2015 è stato presentato alle sedi competenti del ministero un progetto che punterebbe ad utilizzare il vulcano sotterraneo Marsili al fine di produrre energia completamente pulita.

Si tratta di un progetto che è attualmente al vaglio dell’impatto ambientale da parte del ministero e che rappresenta una speranza forte per tutte le regioni limitrofe di poter attingere ad energia a buon mercato e soprattutto pulita.

Se ne parla in realtà da moltissimi anni, con Piero Angela che si fece sponsor della questione anche nelle sue trasmissioni.

L’esplorazione comincerà non appena ci sarà l’ok dei ministeri competenti.

Ma si può vedere?

No, non c’è modo di vederlo, a meno che non vogliate raggiungere un’area che si trova grosso modo 40 km a nord delle Eolie e poi immergervi per centinaia di metri.

Dovrete farvi bastare il materiale messo a disposizione su YouTube dall’INGV e dal CNR.

AMALFI NOTIZIE

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