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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi. Il padre è irreperibile? L’ospedale non visita un bambino di 10 anni

19 Novembre 2017, 09:13am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi. Il padre è irreperibile? L’ospedale non visita un bambino di 10 anni

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CARPI. In assenza del padre biologico di suo figlio, con il quale non ha più rapporti da quando è nato dieci anni fa, non le è stato possibile sottoporre il bambino a una visita medica.

È, questo, il paradosso di fronte al quale si è trovata una mamma carpigiana, che si è vista negata la possibilità di completare l’incontro fissato da tempo con una dottoressa dell’ospedale Ramazzini a causa di un viluppo che vede protagonisti il Tribunale dei Minori e le regole cui l’Ausl deve ottemperare. La giovane donna aveva prenotato tramite il pediatra un appuntamento con una psicologa della neuropsichiatria infantile, su indicazione delle maestre di scuola che le avevano suggerito di verificare un eventuale disturbo di disgrafia del figlio ma, per poter fare ciò, le era stato chiesto di presentarsi con il padre del bimbo perché questi potesse dare il suo assenso ad un possibile percorso terapeutico.

 

 



«Il mio ex compagno ci ha lasciati quando nostro figlio aveva solo otto giorni - racconta la donna - Da allora, si è reso irreperibile: non incontra il figlio né si è mai presentato alle udienze. Non ho idea di come rintracciarlo: nemmeno le forze dell’ordine ci sono riuscite».

Negli ultimi dieci anni, infatti, la giovane ha intrapreso le vie legali, ottenendo dal giudice del tribunale ordinario l’affido esclusivo del piccolo, mentre il padre è stato privato della patria potestà.

«Giovedì mi sono recata in ospedale con il ticket pagato e tutti i documenti in mio possesso per poter superare l’ostacolo della mancanza del papà - continua - Ero stata avvertita della necessità che anche lui fosse d’accordo a fare questa visita ma, date le lungaggini della legge, la causa è ancora in corso e il documento sulla patria potestà a oggi non è nelle mie mani. Non c’è stato nulla da fare: mio figlio non ha potuto fare la visita, diversamente da quanto avvenuto tempo fa all’ospedale di Sassuolo, dove mio figlio è stato operato alle tonsille senza necessità di nessuna carta».

Il protocollo cui l’Ausl è tenuta prevede, come indica la legge, che in assenza di gravi e urgenti motivi siano entrambi i genitori, dunque anche quello non affidatario, a dover prendere insieme le decisioni relative alla salute dei figli, a meno che uno di loro non sia decaduto dalla potestà genitoriale. La donna, nel frattempo, ha lasciato il Ramazzini e ora medita di rivolgersi ad un altro distretto.

«Mi sono sentita discriminata a causa di un cavillo», ha commentato.

LA GAZZETTA DI MODENA 

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