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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Esami e analisi a pagamento.

3 Settembre 2017, 09:44am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Esami e analisi a pagamento.

INSERITO DA MORENA MOTTA Salerno. Le prime a fermarsi sono state le prestazioni sanitarie ad alto costo (relative ad accertamenti genetici e ad alcuni marker tumorali), ora è il turno della cardiologia ed entro novembre – salvo dietro front – anche tutto il resto di accertamenti diagnostici e analisi cliniche che si effettueranno in strutture private graverà per intero sulle tasche dei pazienti. Una premessa è d’obbligo: il calendario dello stop alle prestazioni convenzionate è ancora provvisorio, perché si attende a breve un ricalcolo da parte dell’Asl che potrebbe far slittare le date in avanti. Tuttavia nei centri della sanità privata non ci si fa illusioni e si ipotizza al massimo il rinvio di qualche giorno o di pochissime settimane. «Che possa accadere come l’anno scorso, quando di ricalcolo in ricalcolo riuscimmo ad arrivare con le analisi cliniche fino Natale, mi pare francamente molto difficile» commenta Pierpaolo Cavallo, titolare di uno dei centri diagnostici più noti della città e per 17 anni alla vicepresidenza dell’associazione di categoria Federlab. Nel 2016 a giocare a favore fu l’emissione del cosiddetto decreto appropriatezza voluto dalla ministra Beatrice Lorenzin, che ha previsto sanzioni per i medici che eccedono nella prescrizione di esami e di cui l’interpretazione non era ancora chiara. L’effetto “spavento” sui prescrittori determinò un calo delle richieste e consentì di dilatare i tempi di esaurimento dei budget per le prestazioni convenzionate. Ma quest’anno la situazione è diversa. Già i conteggi del primo trimestre hanno consegnato un quadro allarmante, che dalla prossima settimana inizierà a dispiegare i suoi effetti imponendo ai cittadini di pagare in proprio. Per tutti gli esami cardiologici la deadline è venerdì 8 settembre: da quel giorno, e sino alla fine dell’anno, il ticket non basterà più, perché i rimborsi ai centri privati sono bloccati dal raggiungimento dei tetti di spesa. Subito dopo – il 14 settembre, se dall’Asl non arriveranno contrordini – toccherà alla medicina nucleare: pet, scintigrafia e via dicendo. Poi sarà la volta di tutta la radiologia, per la quale l’ultimo giorno di regime convenzionato è previsto il 6 ottobre. Seguiranno diabetologia (21 ottobre), analisi di sangue e urine (2 novembre) e infine le visite ambulatoriali (14 novembre). Già esaurita la cifra per la radioterapia (l’azienda sanitaria ha calcolato che a fine marzo era già stato speso il 49 per cento del budget annuale), ma trattandosi di terapie salvavita, in questo caso le strutture private sono solite continuare a fornirle senza richiederne il pagamento integrale. È per tutte le branche che il rapporto tra richieste e tetti di spesa risulta impietoso: solo nel primo trimestre si è già impegnato il 33 per cento dei 18 milioni stanziati per le analisi di laboratorio, il 42 per cento dei 5 milioni di cardiologia, il 34 dei 940.000 euro destinati a diabetologia, il 36 dei quasi 21 milioni assegnati alla radiologia e il 40 per cento dei 2.335.000 che costituiscono il budget 2017 della medicina nucleare. «Il problema è che sono i tetti di spesa ad essere inadeguati – spiega Cavallo – Scontiamo le previsioni sbagliate che furono fatte dall’Asl nel 2002. Ogni fine anno la storia si ripete, è chiarissimo che l’unica soluzione è rivedere i budget al rialzo». Secondo un’analisi di Federlab, gli attuali limiti di spesa per la specialistica ambulatoriale risultano sottostimati di circa il 25 per cento rispetto al fabbisogno. Conti alla mano servirebbero alla Campania altri 50 milioni di euro, cifra non proibitiva su un bilancio complessivo che per la sanità stanzia ogni anno 10,8 miliardi. Eppure non c’è da essere ottimisti: «Sono certo che Vincenzo De Luca farà il possibile per rivedere i vecchi sbagli sui budget, ma nonostante l’incarico di commissario alla sanità campana le sue decisioni devono passare per il controllo dei Ministeri di Salute ed Economia. Conoscendo la burocrazia ministeriale, dubito che per il 2017 a cambi qualcosa». (Clemy De Maio – La Città)

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