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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Bomba esplode in casa di un modenese

30 Luglio 2017, 11:12am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. Un boato improvviso venerdì verso mezzanotte ha svegliato di soprassalto i residenti di via Borgo Visignolo, una manciata di case in sasso intorno ad una torre, al confine tra Baiso e Viano, sull'appennino reggiano. L’allarme, scattato con notevole ritardo alle 4 del mattino, ha mobilitato le forze dell’ordine, per quello che in un primo tempo è parso come un mistero: una bomba artigianale, fatta scoppiare da mani ignote sotto il portico dell’abitazione bifamiliare ai civici 33 e 35, ha semidistrutto l’abitazione dove era ospitato da alcuni giorni un modenese, il 54enne Gian Luca Catelani, titolare di una piadineria.

La richiesta di intervento risale alle 4 del mattino, quando sul posto sono giunti per primi i vigili del fuoco di Reggio. Questi ultimi si sono limitati a constatare l’assenza di feriti (al momento dell’esplosione, la casa era vuota) e i danni ingenti provocati dallo scoppio di un ordigno artigianale che ha mandato in frantumi la porta d’ingresso, danneggiato le finestre (parti in legno sono volate nel cortile) e danneggiato mobili all’interno, mentre l’onda d’urto ha “alzato” e fatto ricadere il tetto porticato, tanto che le tegole si presentavano sconnesse. Vista la natura dolosa – l’ipotesi della fuga di gas è stata subito scartata – i pompieri si sono limitati a dichiarare l’inagibilità dell’edificio, per motivi precauzionali; e hanno passato il caso ai carabinieri.

Sul posto sono giunti verso le 5 i militari del Nucleo Operativo di Castelnovo Monti e quelli del Nucleo Investigativo di Reggio (coordinati dal pm Giulia Stignani) questi ultimi specialisti della scientifica. L’area intorno all’abitazione è stata delimitata e posta sotto sequestro: gli esperti della scientifica, in mascherina e guanti, sono rimasti sul posto per ore, fino alle 14.30, provvedendo a repertare una serie di campioni che saranno inviati al Ris di Parma per le analisi e soprattutto per stabilire con quali elementi è stato composto l’ordigno. Nel frattempo i colleghi dell’Arma hanno parlato con la proprietà dell’immobile.

Lo stabile, trent’anni fa sede di una tabaccheria, conta un piano terra e un primo piano: due appartamenti, corrispondenti ai civici 33 e 35, di proprietà da decenni della famiglia Cilloni. Ad ereditare dai genitori, entrambi deceduti, lo stabile sono tre sorelle: Rita, Lucia e Paola Cilloni, una residente a Scandiano e due lì a Visignolo, ad un chilometro di distanza. Una famiglia stimata e originaria del piccolo borgo, che utilizza la villa in modo molto saltuario: la casa è disabitata da tempo e le tre sorelle hanno dichiarato di non avere nemici.

Negli ultimi giorni, però, l’abitazione è stata in uso al modenese Gian Luca Catelani, 54 anni, residente in via della Cerca in centro storico a Modena. Catelani è stato definito un ospite, un amico alloggiato in modo temporaneo e a titolo gratuito: risiede lì dal 15 luglio, da appena due settimane.

È stato il 54enne, alle 4 del mattino quando è rientrato, ad accorgersi del disastro e a chiamare le forze dell’ordine. Il caso ha presentato subito parecchi interrogativi. Chi può aver compiuto il gesto inequivocabile? Chi può essersi recato nel minuscolo borgo, raggiungibile da una stradina che si arrampica sulle colline, per mettere una bomba? L’eslosione è un avvertimento o una vendetta? Chi aveva l’interesse per compiere un atto intimidatorio? Detto questo, va aggiunto che i carabinieri conducono le indagini a tutto campo: non escludono nessuna pista, nemmeno la bravata da parte di ubriachi.

Anche se il vandalismo è poco probabile: è un luogo isolato e tranquillo, abitato da residenti per lo più anziani che si contano su due mani e da case di villeggiatura. Se tutte le piste al momento sono aperte, con il passare delle ore le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate sull’ospite modenese che ha in uso la casa. Catelani è stato gestore di

 

diversi locali pubblici a Modena: lo storico bar “Penna d’oca” di via Bellini, una birreria in via Bellinzona, per un breve periodo un locale vicino al campo da rugby.Si indaga anche per capire se esitono connessioni tra l'attentato e le attività di Catelani.

DI AMBRA PRATI  LA GAZZETTA DI MODENA 

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