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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale a Mirandola: «Eravamo quasi fermi, è stato un attimo»

2 Giugno 2017, 10:23am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA La testimonianza di cinque dei dieci ciclisti del gruppo che sono stati sentiti dalla polizia municipale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAN FELICE. «Eravamo praticamente fermi. I primi di noi che si trovavano in testa al gruppetto avevano rallentato. C’era rosso al semaforo, e c’era quell’auto che veniva in direzione opposta. Io ero dietro. Ho visto Lorella cadere, ho pensato che stesse accadendo una cosa occasionale e beffarda, perché cadeva quasi da ferma. Neppure il tempo di questo pensiero che ho visto l’auto, e Lorella che ci finiva addosso. È stato orribile, tragico, assurdo...». Con Lorella ieri c’era una sua amica cinquantenne di San Felice e una decina di uomini, tutti di San Felice, Finale, San Prospero e Mirandola. Come ogni giorno si erano ritrovati per un giro in compagnia nelle Valli. Ieri in cinque sono stati sentiti dalla polizia municipale, che poi provvederà a rintracciare anche gli altri, per completare la raccolta delle testimonianze, anche se la dinamica beffarda di quanto è accaduto appare fin troppo chiara. La municipale raccoglierà anche la testimonianza del ferrarese che era alla guida dell’auto, così sconvolto da non riuscire a capacitarsi: «Piangeva disperatamente, l’hanno portato in ospedale», raccontano i ciclisti che si sono fermati in attesa delle forze dell’ordine. Lorella Vaccari era originaria di Nonantola, dove tuttora risiedono tanti parenti. Si trasferì a San Felice, decenni or sono, quando sposò il marito Claudio Galeotti. Hanno vissuto per lungo tempo in via Ascari, e da un decennio si erano spostati in via Perossaro, nel complesso immobiliare dove abitano anche i figli: Mirko, ancora con i genitori, Fabio in un appartamento adiacente. La 56enne si occupava della contabilità dell’azienda del marito e del socio, che lavorano nella commercializzazione delle batterie.  E nel tempo libero, si dedicava alla sua passione, la bicicletta, anche come volontaria della associazione sportiva Team Nove, che conta 78 iscritti da tutti i Comuni dell’Area Nord, ma anche da più lontano, fin dal Piemonte. «La sera precedente eravamo insieme al Novi Sad di Modena, dove toccava a noi occuparci della gestione della manifestazione ciclistica in corso. E stamattina ci aveva mandato un messaggio, dicendosi gratificata ed orgogliosa del nostro lavoro e della buona riuscita della manifestazione», commenta Leonardo Artioli, di Massa, presidente del Team Nove: «Provo un dolore lancinante - prosegue Artioli - questa assurda tragedia ci priva di una persona amica e riapre una ferita che non si è mai chiusa, dalla perdita di mio figlio Riccardo in circostanze tragicamente analoghe, investito da mentre si allenava».

Alberto Setti LA GAZZETTA DI MODENA 

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