CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale a Mirandola: «Eravamo quasi fermi, è stato un attimo»
INSERITO DA MORENA MOTTA La testimonianza di cinque dei dieci ciclisti del gruppo che sono stati sentiti dalla polizia municipale

SAN FELICE. «Eravamo praticamente fermi. I primi di noi che si trovavano in testa al gruppetto avevano rallentato. C’era rosso al semaforo, e c’era quell’auto che veniva in direzione opposta. Io ero dietro. Ho visto Lorella cadere, ho pensato che stesse accadendo una cosa occasionale e beffarda, perché cadeva quasi da ferma. Neppure il tempo di questo pensiero che ho visto l’auto, e Lorella che ci finiva addosso. È stato orribile, tragico, assurdo...». Con Lorella ieri c’era una sua amica cinquantenne di San Felice e una decina di uomini, tutti di San Felice, Finale, San Prospero e Mirandola. Come ogni giorno si erano ritrovati per un giro in compagnia nelle Valli. Ieri in cinque sono stati sentiti dalla polizia municipale, che poi provvederà a rintracciare anche gli altri, per completare la raccolta delle testimonianze, anche se la dinamica beffarda di quanto è accaduto appare fin troppo chiara. La municipale raccoglierà anche la testimonianza del ferrarese che era alla guida dell’auto, così sconvolto da non riuscire a capacitarsi: «Piangeva disperatamente, l’hanno portato in ospedale», raccontano i ciclisti che si sono fermati in attesa delle forze dell’ordine. Lorella Vaccari era originaria di Nonantola, dove tuttora risiedono tanti parenti. Si trasferì a San Felice, decenni or sono, quando sposò il marito Claudio Galeotti. Hanno vissuto per lungo tempo in via Ascari, e da un decennio si erano spostati in via Perossaro, nel complesso immobiliare dove abitano anche i figli: Mirko, ancora con i genitori, Fabio in un appartamento adiacente. La 56enne si occupava della contabilità dell’azienda del marito e del socio, che lavorano nella commercializzazione delle batterie. E nel tempo libero, si dedicava alla sua passione, la bicicletta, anche come volontaria della associazione sportiva Team Nove, che conta 78 iscritti da tutti i Comuni dell’Area Nord, ma anche da più lontano, fin dal Piemonte. «La sera precedente eravamo insieme al Novi Sad di Modena, dove toccava a noi occuparci della gestione della manifestazione ciclistica in corso. E stamattina ci aveva mandato un messaggio, dicendosi gratificata ed orgogliosa del nostro lavoro e della buona riuscita della manifestazione», commenta Leonardo Artioli, di Massa, presidente del Team Nove: «Provo un dolore lancinante - prosegue Artioli - questa assurda tragedia ci priva di una persona amica e riapre una ferita che non si è mai chiusa, dalla perdita di mio figlio Riccardo in circostanze tragicamente analoghe, investito da mentre si allenava».
Alberto Setti LA GAZZETTA DI MODENA
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