SALERNO E PROVINCIA NEWS Perde il pc in treno, inizia l’incubo «Pagami o diffondo i tuoi segreti»
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Ho trascorso dieci giorni di ansia e di paura e ancora oggi ho il timore fondato che tutti i documenti contenuti sul mio computer siano nelle mani di uno squilibrato». A parlare è Giovanna (nome di fantasia perché preferisce restare anonima), 27enne salernitana trapiantata a Milano, dove lavora come selezionatrice del personale per una multinazionale. Il trolley nella cappelliera, la borsa con il pc nel vano sotto al sedile, la giovane professionista lascia, come sempre, Salerno a bordo del treno dell’alta velocità. Sono i giorni a ridosso delle festività natalizie e, presa dalla confusione, afferra con il manico la valigia e scende dal convoglio, che riprende la corsa: destinazione Torino. La borsa con il pc resta dov’era, sotto al sedile.
«Non mi perdo d’animo – ricorda Giovanna – e mi rivolgo al personale della compagnia ferroviaria che mi rassicura dicendo: “Una borsa è stata ritrovata. Può attendere qui perché il treno, dopo la sosta a Torino, rientra a Milano”». Trascorre circa un’ora e, effettivamente, il mio treno fa capolino in stazione e arriva la brutta sorpresa: la tracolla ritrovata è di qualche altro passeggero, «sbadato quanto me - ironizza la giovane – ma sicuramente più fortunato».
Certa di aver ormai perso le speranze, Giovanna denuncia lo smarrimento alla Polfer e si avvia, sconsolata, a casa quando un trillo WhatsApp la distrae: «Ciao, ho trovato sul treno la tua borsa con dentro il computer». Non potendo credere ai propri occhi, Giovanna richiama immediatamente: dall’altra parte del telefono, la voce di un uomo che si mostra disponibile a riportarle, addirittura da Torino a Milano, quanto perso. E riferendosi al pc dice: «Peccato che non è uno di quelli ultramoderni, altrimenti non ti avrei contattato».
Chiusa la telefonata e pensando che fosse una banale battuta, la ragazza invia un sms per ringraziarlo. La risposta non tarda ad arrivare: «Un buon ringraziamento potrebbe essere un computer in regalo». Lei decide di non alimentare le speranze e non controbatte.
Passa qualche minuto e, sul profilo Facebook della 27enne salernitana, compare una notifica: «È stato effettuato l’accesso alle ore... nei pressi di Torino». Solo allora ricorda di non aver protetto il proprio dispositivo con una password, il che significa libero accesso a documenti, fotografie, account della banca e tutto quanto custodito nella memoria del pc.
NICO CASALE IL MATTINO.IT
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