CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, «Ti sfiguro con l’acido»: avvocatessa minacciata
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. «Ti faremo un regalino al più presto... Sappiamo dove trovarti. Tu hai rovinato noi e noi rovineremo la tua faccia da c...». È questo il testo tutto in stampatello di una lettera anonima inviata a una avvocatessa civilista modenese l’anno scorso. Allegato alla lettera c’era un foglio con la stampata di una fotografia dal significato inequivocabile: un bidone con scritto “acido muriatico”. Questa lettera anonima è stata al centro di un’indagine accurata, seguita dal pm Katia Marino, terminata con un decreto penale di condanna contro un ragioniere 52enne della Bassa. Che però, tramite il suo legale, l’avvocato Tullio Virgili, si è opposto, non ha pagato la multa di 3.750 euro e ieri ha affrontato il processo con rito abbreviato davanti al giudice Andrea Romito. Ed è stato assolto.
Secondo il giudice - che ha chiuso il caso propendendo per la sua innocenza «per non aver commesso il fatto» - non esiste una prova certa che sia lui l’autore di quella lettera presagio di morte.
La vittima - ieri costituitasi parte civile tramite l’avvocato Daniela Goldoni - ha già fatto sapere che, lette le motivazioni, quasi certamente ricorrerà in appello.
La vicenda è esplosa all’improvviso e senza apparente motivo nel 2015. L’avvocatessa minacciata è una civilista di Modena che si occupa di diritto di famiglia. In quei giorni stava predisponendo la separazione consensuale tra due coniugi in crisi. Seguiva la donna, ma aveva avuto modo di incontrare anche il marito per le procedure in vista di un accordo preliminare al consenso. Tutto pareva procedere bene. Ma la donna separata ha iniziato a ricevere lettere anonime. Testi in stampatello pieni di rancore e minacce scritte con il “noi”. Foto di bare e strumenti di morte. Anche il marito ne ha ricevuta una. Ma poi ne è arrivata una all’avvocatessa. Senza motivo apparente. Senza un episodio che giustificasse la minaccia di sfigurarla.L’avvocatessa, spaventata dalla gravità del testo e della foto, ha presentato un esposto in Procura. La minaccia è stata presa seriamente. È stato dato incarico di perquisire la casa dell’uomo, dal momento che la vittima aveva indicato in lui un possibile autore del testo anonimo, un sospetto in lei radicato. E in casa dell’uomo è stato trovato un computer che aveva un set grafico per l’editing identico a quello della lettera (stesso font, stessi caratteri maiuscoli, stesso corpo). Le lettere all’ex moglie coincidevano per molti aspetti con quella all’avvocatessa. Gli indizi si sono addensati su di lui. Solo il movente restava oscuro: sotto accusa c’è un ragioniere, una persona senza gesti sconsiderati, apparentemente sereno. E ieri l’avvocato Virgili è riuscito a farlo assolvere dimostrando che gli indizi raccolti non facevano di lui l’autore della lettera.
DI CARLO GREGORI LA GAZZETTA DI MODENA
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