CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bufera sul menù ‘vegano’ a scuola, l’Unione in retromarcia: "Sospeso"
INSERITO DA MORENA MOTTA Vignola (Modena) - Arriva il dietrofront dell’Unione sul pasto settimanale senza proteine animali – che in tanti hanno semplificato in «vegano» – nelle mense scolastiche delle Terre di Castelli. Una decisione, quella di sospendere sul nascere l’introduzione del nuovo menù, che verrà ratificata formalmente dagli 8 sindaci domani pomeriggio in una riunione di giunta, su proposta del presidente Emilia Muratori. Che ieri è voluta intervenire sulla faccenda dopo la bufera scatenata nei giorni scorsi da un gruppo di genitori contrari al pasto ‘vegano’ settimanale. Una tempesta che dopo la prima pubblicazione sul Carlino si è autoalimentata con centinaia di commenti sulle pagine locali dei social, dove è diventata un autentico caso mediatico.
«Congeleremo la somministrazione di questo menù – ha spiegato ieri la stessa Muratori – con una delibera di giunta, in attesa di ribadirlo anche con un atto consiliare. Non si può fingere che il problema non ci sia: leproteste ci dicono chiaramente che in questo percorso l’Unione ha sbagliato in un passaggio fondamentale, ovvero nel confronto coi genitori. Che non c’è stato. Quindi per ora tiriamo il freno, con l’intento di incontrare i comitati per le mense (dove ci sono anche rappresentanti dei genitori e dei docenti, ndr) prima di prendere altre decisioni sul tema. Questo non vuol dire che l’introduzione del nuovo menù fosse sbagliata, ma che non siamo stati capaci di comunicare le ragioni della nostra scelta. Anche perché sono stati mesi, questi, molto particolari per l’ente dal punto di vista politico, vedi il commissariamento vignolese».
Sull stessa linea il mea culpa ‘al plurale’ dell’ex sindaco Mauro Smeraldi, presidente d’Unione fino a poche settimane fa e all’epoca della delibera di consiglio che lo scorso novembre creò il nuovo menù, con 25 voti e favore su 28 (astenuti solo i savignanesi civici Linari e Caroli, contraria la spilambertese Mercati del Pd). «Dobbiamo tutti ammettere – ha detto Smeraldi – che è stato un errore non confrontarsi subito coi genitori: nessuno di noi ci ha pensato».
«È stata un decisione esclusivamente politica – ha poi confermato la dirigente del welfare locale Romana Rapini –, come tecnici il nostro compito era quello di garantire la qualità dei cibi e di sottoporre la novità agli esperti nutrizionisti dell’Ausl, che hanno validato la bontà dell’iniziativa dal punto di vista scientifico. E queste cose sono state fatte».
Delusi dalle retromarcia, invece, i Cinque stelle, autori della proposta che dopo varie commissioni ha portato al nuovo menù.
«La nostra idea – ha spiegato il capogruppo Filippo Gianaroli – si basava sulla coerenza: il Ministero della Salute dice chiaramente che le mense scolastiche devono educare alla sana alimentazione e che riducendo i consumi di proteine animali alla lunga si limitano una serie di patologie. Quindi era un discorso nutrizionale e salutistico, buttarla ora sull’ideologico è profondamente sbagliato. Ci fu anche chi protestò quando venne proibito il fumo nei locali: il principio era lo stesso. Ll’intento era di educare alla salute, non di imporre un messaggio idelogico. Ma fare retromarcia ora per qualche protesta, come fa il Pd, è da qualunquisti e demogoghi. Al Pd manca il coraggio di difendere le proprie decisioni e la lungimiranza. Se sai che una scelta è giusta e l’hai votata allora devi portarla avanti».
«Se il menù – ha aggiunto la consigliera M5s Anderlini –, che noi mai abbiamo definito ‘vegano’, ha ricevuto l’ok del’Ausl, che si basa su nozioni scientifiche verificate, non capisco dove sia il problema. La dieta mediterranea stessa prevede maggiori quantità di cibi senza proteine animali, quindi per noi era un dovere dirigersi verso un’alimentazione che tutti sappiamo essere più sana».
FONTE IL RESTO DEL CARLINO - di Valerio Gagliardelli
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)