PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Civitacampomarano: nel Paese dove internet è reale e non virtuale
INSERITO DA MORENA MOTTA Fino ad una decina di anni fa non sapevamo nemmeno cosa fossero whatsapp, facebook, instagram e tutte quelle applicazioni e siti internet che oggi ci consentono di rimanere in contatto con chiunque in ogni momento della giornata, che ci fanno conoscere in tempo reale previsioni del tempo ed informazioni di ogni genere e soprattutto ci fanno entrare a curiosare nelle vite degli altri come se questi tenessero sempre una finestra aperta.
Un tempo ci si sedeva al bar a chiacchierare per sapere le ultime notizie dell'amico, si stampavano fotografie e si facevano vedere a parenti e conoscenti in determinate occasioni e quando non si conosceva qualcosa si chiedeva al saggio del posto o si consultava l'enciclopedia cartacea.
Meglio ora? Ognuno avrà la sua risposta, ma oggi esiste ancora un Paese, in Italia, senza connessione e dove la realtà virtuale viene vissuta realmente. Come?
La street art di Civitacampomarano
Si chiama Civitacampomarano il piccolo centro molisano abitato da 400 persone che nel 2016 ha ancora una connessione internet un po' vacillante, i telefonini funzionano male, per non parlare della rete dati.
Biancoshock, lo street artist milanese ha voluto essere provocatorio nei confronti di tutti quei dipendenti da smartphone e mostrare che anche senza internet si vive benissimo: così ha dato vita al progetto “Web 0.0”.
Gmail, Whatsapp e Wikipedia
Chi pensa che aste on-line, chat e social siano invenzioni moderne in realtà forse non sa che sono semplicemente cose che esistono da sempre, semplicemente sono state rivisitate e adattate ai tempi.
Twitter? Una chiacchiera sull'autobus con gli altri cittadini o seduti sulla panchina della piazza; whatsapp? La cabina telefonica del paese; wikipedia? La signora “conosco tutto io”!
E poi c'è il negozio dove anziché l'insegna bazar troverete la scritta Ebay, l'apecar che funziona da wetransfer e la cassetta della posta con il logo di gmail.
E facebook? Nessun problema, nella bacheca comunale si possono affiggere richieste e messaggi.
Insomma un progetto divertente e in parte provocatorio che però vuol fare ritornare un po' alle origini; se da una parte la rete ci ha semplificato l'esistenza in molti settori, dall'altra l'uso compulsivo che ne stiamo facendo sta rovinando i rapporti sociali.
L'intento è spingere i giovani a parlare di più tra loro, assorbire le pillole di saggezza dai più anziani, ed avere una vita meno virtuale e più reale!
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