NEWS ITALIA E DAL MONDO In Valesia Mirtillo Rosso, il ristorante dove è Natale tutto l'anno
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra sala e cucina, in questi giorni, è un gran correre. Perché, oltre agli ospiti dell’hotel, c’è da preparare il pranzo di Natale. Tranquilli, non è impazzito il calendario. Semplicemente, basta risalire la via che porta in un piccolo borgo della Valsesia, Riva Valdobbia, per scoprire che qui Babbo Natale ha trovato casa tutto l’anno. E che ogni mese, il 24, si ripropone l’immancabile cenone. L’albergo “dov’è sempre Natale” è alle pendici del Monte Rosa: tutto ne richiama il tema, ma con toni sobri. Senza strafare, insomma. Santa Claus in cucina non c’è: in compenso, il menu è affidato a Victoire Gouloubi, nata in Congo e oggi volto noto di Rai Due: prima di approdare alle telecamere di "Detto Fatto", la chef ha incontrato l’alta cucina a Milano con Claudio Sadler, poi con Fabrizio Ferrari e quindi al ristorante Acanto del Principe di Savoia, e all’Assassino in zona Missori, con Marc Farellacci.La scommessa, qui al Mirtillo Rosso, non è stata semplice: proporre un menu salutare, in grado di stimolare la curiosità dei bimbi ma in grado, allo stesso tempo, di soddisfare anche gusti più esigenti. La chef ci è riuscita rielaborando le antiche ricette valsesiane, rivisitandole in chiave creativa e contemporanea: ingredienti locali, quindi, succhi bio, pane, torte e biscotti fatti in casa. I bambini gradiscono e dimenticano (è il miracolo di Natale?) la monocorde "pasta-al-pomodoro-e-(finta)-milanese-con-patatine" che, come una cantilena da incubo, trafigge al cuore i cuochi di tutta la penisola.La brigata di cucina che coadiuva Victoire Goloubi è giovanissima, con un’età media che non arriva ai trent’anni. Anche fra loro, c’è chi non si separa mai dal suo cappello da elfo. C’è spazio per divertirsi ed essere affiatati, insomma, senza mai perdere di vista la bussola della professionalità. La clientela è eterogenea: in molti da Milano, ma anche dal resto d’Italia e d’Europa: si arriva qui per incontrare Babbo Natale, certo, ma anche per la vicinanza degli impianti sciistici di Mera e del comprensorio, unico in Italia, di Monterosa Sky con 93 piste su quattro valli, che sfiorano un’altitudine fino a 3.000 metri. Una volta, qui, c’era una colonia. Cesare e Lara Ponti (che più a valle, a Ghemme, hanno posto il quartier generale della loro realtà leader per la produzione di aceto, sottoli e condimenti) hanno deciso di acquisirla, trasformarla e creare qualcosa di unico: il concetto base è quello di un ‘family-hotel’, la tematizzazione sul Natale è stata il filo conduttore di una progettazione complessiva. All’esterno, la struttura riprende le architetture walser di quassù, pietra e tanto, tanto legno: un anno e mezzo di cantiere e nel 2015 (indovinate quando? Ovviamente a Natale…) l’hotel ha aperto i battenti. Il vero aiutante del Santa Claus valsesiano, Stefano Cerutti, non veste mai in giacca e cravatta. E’ il direttore di questo primo “Christmas family hotel” d’Italia e, per i piccoli ospiti, diventa subito un amico. “Sì, la ristorazione è una parte centrale della scommessa”. Con tutte le difficoltà del caso. “Piacevolezza, ma anche un approccio didattico, culturale. E ogni sforzo possibile per agevolare i genitori nel godersi la loro vacanza: così abbiamo massima flessibilità per servire i ragazzi che, terminato il pranzo, possono spostarsi in uno spazio attiguo, attrezzato per il gioco. Mamma e papà, così, possono concedersi un po’ di tempo in più per godere la cucina del ristorante”.
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