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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Porta Ovest, nei tunnel si torna al lavoro Iniziati i carotaggi nelle quattro gallerie. E la Procura di Catania ha chiesto la restituzione della Tecnis ai titolari

22 Gennaio 2017, 10:16am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Porta Ovest, nei tunnel si torna al lavoro Iniziati i carotaggi nelle quattro gallerie. E la Procura di Catania ha chiesto la restituzione della Tecnis ai titolari

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Riapre il cantiere di Porta Ovest. In settimana, infatti, sono cominciati i carotaggi sui quattro fronti di scavo (uno ogni trenta metri) prescritti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, Stefano Berni Canani, nell'ordinanza di dissequestro del 26 giugno scorso. Il gip aveva infatti chiesto che venissero svolte nuove indagini sul terreno anche per capire se c’erano state difformità rispetto al progetto iniziale e verificarne la stabilità. Ad effettuare i sondaggi, che dureranno almeno 1 mese, è una ditta di Caserta. E, in base ai risultati delle verifiche, si saprà se potranno partire i nuovi lavori in galleria, che sono stati affidati in subappalto alla Lsi (Lavori stradali ed idraulici) di Lagonegro.

E stavolta, a meno che gli esiti dei controlli non facciano emergere difformità o pericoli, non dovrebbero esserci ulteriori impedimenti che possano ritardare la ripresa dell’opera, vitale sia per lo sviluppo del porto commerciale che per la viabilità urbana. Anche perché, nel frattempo, sembra sgonfiarsi l’inchiesta che ha interessato la Tecnis Spa, la societa siciliana che si aggiudicò l’appalto per la costruzione delle gallerie di “Salerno porta ovest” e che finì implicata in un’inchiesta antimafia.

La Procura di Catania, infatti, ha chiesto al Tribunale di prevenzione la restituzione della società ai proprietari, gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice. Secondo i pm Antonino Fanara e Agata Santonocito ad essere pericolosi non sarebbero stati gli imprenditori, ma le società, particolarmente appetibili alla mafia, che erano state sequestrate nel febbraio 2016 dai carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta della Procura etnea.

Dunque anche su questo fronte tutti i tasselli del puzzle vanno mettendosi al loro posto, favorendo il completamento degli appalti in corso della Tecnis, tra cui appunto anche Porta Ovest, finanziata per 150 milioni di euro dall’Unione europea, che collegherà con un sistema di gallerie il porto commerciale allo svincolo autostradale della Napoli-Salerno e Della Salerno-Reggio Calabria.

Se l’esito dei carotaggi non farà emergere anomalie e sarà positivo, gli interventi di scavo potranno riprendere a ritmo serrato, in modo tale da poter completare opera. E, di conseguenza, con la riapertura del cantiere, ci sarà la possibilità di lavoro anche per gli operai edili locali. Perché, a conti fatti, per i lavori che dureranno circa 2 anni e si svolgeranno su più turni, ci sarà bisogno perlomeno di 60 operai. Perciò Patrizia Spinelli, segretaria provinciale della Feneal Uil, precorre i tempi e chiede che venga impiegata manodopera locale, tenendo pure conto che in città e in provincia ci sono figure professionali altamente specializzate che, a causa della crisi, sono costretti ad incrociare le braccia da diversi mesi. «Il comparto edile – evidenzia Spinelli – sta attraversando un periodo difficilissimo. Tanti investimenti sono al palo e pochissimi sono i cantieri aperti. Per rendersi conto di come la situazione sia veramente al limite della sopportazione, basta fare il conto delle opere incompiute».

Finora, però, a detta della sindacalista, ci sono stati solo proclami e appelli, ma nessuno ha affrontato seriamente il problema. «Si deve necessariamente passare dalla fase del dire a quella del fare – precisa Spinelli – e proprio Porta Ovest potrebbe essere l’occasione giusta per sancire quel cambio di rotta che da tempo stiamo auspicando». «Per il momento – conclude la rappresentante della Uil – si sono sprecati appelli e programmazioni, senza mai arrivare al dunque. E il particolare

più grave e inquietante è che non c’è alcun cenno di dialogo con le istituzioni, per far sì che si preveda un confronto operativo con le organizzazioni sindacali, per capire dove intervenire per accelerare le procedure e sbloccare i cantieri fermi al palo».

LA CITTA DI SALERNO

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