SALERNO E PROVINCIA NEWS Fortuna, urlo e strazio «Perché l’hai fatto?»
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Perché? Perché lo hai fatto? Dimmelo, dimmelo...». Fortuna Russo nella camera ardente dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla piange, si dispera e chiede il perché di quel gesto estremo e atroce al compagno. Perché Antonello Fortunato si è suicidato gettandosi da un terrazzo, dall’altezza di circa 15 metri, con in braccio il loro figlio e togliere la vita a se stesso e al piccolo. “Perché ha fatto questo?”, urla.Impossibile consolare la donna originaria di Afragola ma da tempo residente nel Vallo di Diano (a Polla aveva vissuto per diversi anni con il suo primo marito). Al suo fianco alcuni amici, la psicologa dell’Asl e soprattutto un vuoto immenso. Quello lasciato dalla perdita del figlio, del piccolo Samuele trascinato in un tragico destino dal padre che si è tolto la vita gettandosi dal terrazzo stringendolo al petto. Un volo di 15 metri che ha causato numerose fratture all’uomo e lesioni interne al piccolo. Ferite letali per entrambi. «Non potevo saperlo, non poteva immaginarlo», continua a dire e a dirsi la donna. Lo ha detto ai carabinieri alla presenza del tenente Davide Acquaviva durante il colloquio che si è tenuto nella caserma di Padula, lo ha detto alle persone a lei vicina nelle ore successive al dramma.«Non era la prima volta che litigavamo e lui andava a dormire a casa della mamma al secondo piano insieme a nostro figlio. E’ successo già – ha ribadito agli inquirenti -, cosa doveva farmi pensare a una cosa diversa, a una decisione del genere? Come potevo pensare che voleva togliersi la vita e portare con sé suo figlio». Fortuna Russo non si da pace, è sotto choc, ma nel momento di atroce dolore ha espresso il pensiero di far seppellire insieme padre e figlio, Antonello e Samuele. Emergono, poi, ulteriori particolari, sulla vicenda anche dal racconto della donna. “Certo litigavamo ma mai Antonello ha minacciato di fare del male al bambino”. Così dopo il litigio avvenuto al primo piano della palazzina nei pressi di piazza Umberto I a Padula (dove abitavano), il padre ha rotto una vetrina di un mobile in casa ed è salito dalla madre al secondo piano portando con sé il figlio.
PASQUALE SORRENTINO IL MATTINO
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