SALERNO E PROVINCIA NEWS Assenteisti al "Ruggi", altri 69 rischiano il processo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Ci sono anche alcuni medici nella lista dei 69 dipendenti ospedalieri per i quali il pubblico ministero Francesco Rotondo ha firmato una nuova richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito della maxi inchiesta sull’assenteismo al Ruggi d’Aragona. Le loro posizioni saranno vagliate il 22 febbraio dinanzi al giudice dell’udienza preliminare Piero Indinnimeo, che ha fine gennaio deve già decidere su altre 49 richieste di processo formulate a carico di infermieri, ausiliari e personale tecnico.
Le accuse vanno dalla truffa allo Stato (per avere incassato quote di stipendio per ore in realtà non lavorate) alla violazione della legge Brunetta sul pubblico impiego, per avere aggirato le regole della timbratura marcatempo. Secondo gli inquirenti esisteva un sistema collaudato per il quale una parte del personale si scambiava il badge, con il risultato che alcuni timbravano per altri, i quali risultavano presenti anche quando non erano ancora entrati in ospedale oppure ne erano usciti in anticipo sull’orario di lavoro. Il numero degli episodi, e il lasso di tempo dell’assenza ingiustificata, ha determinato la gradazione di gravità delle condotte contestate dalla Procura. In alcuni casi (in particolare nei tredici per i quali è già stato disposto il rinvio a giudizio) le assenze risultano prolungate e talora documentate dalle riprese della Guardia di Finanza. In altri casi si tratta di ritardi, che secondo gli accusati sarebbero imputabili alle difficoltà nel trovare parcheggio o alla necessità di prendere subito servizio senza passare per il marcatempo. Sarà questa tesi difensiva che molti dei coinvolti porteranno al giudice dell’udienza preliminare, chiamato a valutare se esistono, almeno per alcuni degli imputati, gli estremi per disporre il non luogo a procedere. Non è escluso, inoltre, che una parte dei coinvolti chieda di essere giudicato con il rito abbreviato, che chiude il processo allo stato degli atti e consente in caso di condanna uno sconto sulla pena. È una scelta già fatta lo scorso ottobre da una ex caposala del Ruggi, condannata alla pena sospesa di sei mesi.
Sul calendario del maxi procedimento per assenteismo i prossimi appuntamenti sono tre: il 27 gennaio, quando ci sarà l’udienza preliminare per 49 posizioni; il 22 febbraio, quando si discuteranno le altre 69 con il coinvolgimento di medici della pediatria e della chirurgia; e il 23 febbraio, data in cui è fissato l’inizio del processo per i tredici che sono stati rinviati a giudizio lo scorso ottobre. Ma non è ancora finita, perché un’ulteriore richiesta di rinvio a giudizio potrebbe presto arrivare per altre ottanta persone, a cui è stato notificato nei mesi scorsi l’avviso di conclusione delle indagini e su cui la Procura sta adesso tirando le fila. Resta tuttora aperto, inoltre, il filone d’inchiesta sui professori universitari in servizio al Ruggi d’Aragona, che secondo una tesi sarebbero stati esentati dalla marcatura del badge ma che per il magistrato potrebbero avere violato la normativa. Sono tutti fascicoli che si sono diramati dal blitz dell’autunno 2015, quando i finanzieri del Gruppo notificarono dodici misure di interdizione temporanea dal lavoro ad altrettanti dipendenti dell’ospedale. In quell’occasione la Procura rese noto che le persone su cui si stava indagando erano molte di più, circa ottocento. Da quell’elenco, 215 posizioni sono poi state stralciate e si attende che sia formalizzata la richiesta di archiviazione; per 132 sono invece giunte le richieste di rinvio a giudizio, mentre per altre 86 è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Su molti altri si sta ancora indagando, e il raggio
dell’inchiesta si è allargato progressivamente dal personale di comparto fino ai medici ospedalieri e agli universitari. L’azienda ospedaliera intanto è corsa ai ripari, licenziando sei dipendenti e attivando marcatempo che rilevano le impronte digitali.
di Clemy De Maio LA CITTA
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