SALERNO E PROVINCIA NEWS Acerno, la difesa degli indagati: «Nessun maltrattamento nell’ospizio»
INSERITO DA MORENA MOTTA ACERNO. «Non siamo dei mostri». Respingono le accuse di maltrattamenti sugli anziani i primi indagati dell’ospizio dell’orrore, sentiti ieri dal giudice. Hanno chiesto scusa, invece, per le troppe volgarità captate durante le intercettazioni ambientali. Dal gip Ubaldo Perrotta si sono presentati in dieci per l’interrogatorio di garanzia. Tra questi c’è Roberto Di Lascio, il “direttore” di Villa Igea di Acerno che ha la posizione giudiziaria più gravosa. Gli indagati hanno voluto rispondere al giudice, pur avendo la possibilità di rimanere in silenzio, per dare una giustificazione a quelle immagini che mostrano prepotenze sugli anziani affidati alle loro cure. Si sono detti dispiaciuti per il linguaggio scurrile usato nei confronti degli ospiti, ma respingono ogni ipotesi di maltrattamenti.
Durante gli interrogatori si è parlato molto della prova-video in possesso della Procura di Salerno (le indagini sono coordinate dal pm Francesca Fittipaldi). Per i difensori le due telecamere nascoste (installate nelle lampade di emergenza) hanno ripreso solo una minima parte del salone comune dove si svolgeva la vita della casa di riposo che porta l’insegna hotel Stella. È stata presentata anche una corposa documentazione tecnica e sanitaria che smentirebbe le accuse delle ex dipendenti che hanno fatto partire l’inchiesta. Di Lascio ha riferito che, dallo scorso luglio la struttura si è dotata di un servizio di videosicurezza con otto telecamere. «Il mio assistito – ha spiegato l’avvocato Giuseppe Della Corte – si è detto disponibile ad effettuare un collegamento in remoto dell’impianto di video-sicurezza con la stessa procura o le forze dell’ordine a dimostrazione che gli ospiti sono trattati bene».
Vi è da dire che l’ospizio non è stato mai chiuso, né sequestrato dall’autorità giudiziaria. La struttura di via Roma è conforme sotto l’aspetto sanitario. Dopo il blitz dei carabinieri della compagnia di Battipaglia, effettuato martedì scorso, che ha portato all’interdizione per un anno dalla professione di 17 operatori socio-assistenziali e dall’esercizio di impresa l’amministratore Di Lascio, è stato cambiato il personale e la struttura è tutt’ora in funzione.
Chi ieri, durante gli interrogatori, ha reso spontanee dichiarazioni, rigettando le accuse più gravi, oltre a Di Lascio, è stata sua madre Rita Di Nicola. Hanno parlato
anche suo cugino Salvatore Di Nicola, Alfonsina Rubino, Pierina Capone e Raffaele Pecoraro. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: Maria Rosaria Apadula, Annarita Cianciulli e Dorina Meta. Oggi previsti altri tre interrogatori.
FONTE di Massimiliano Lanzotto LA CITTA' DI SALERNO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
