SALERNO E PROVINCIA NEWS Fonderie Pisano, scatta la mobilità Lavoratori in protesta sul tetto
INSERITO DA MORENA MOTTA Scatta la procedura di messa in mobilità per i lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno. Lo ha deciso il Cda dello storico stabilimento salernitano. E oggi alcuni dipendenti sono saliti sul tetto della fabbrica per protestare.
«La decisione - si legge in una nota delle Fonderie - è esclusivamente motivata dalla disdetta, preannunciata per le vie brevi ed in itinere dal punto di vista formale, delle più importanti commesse ricadenti nel portafoglio clienti e dal permanere dello stato di fermo dell'impianto di produzione senza alcuna ipotesi temporale di eventuale-condizionata riapertura». A fine giugno, con decreto della Procura di Salerno, il Noe dei carabinieri di Salerno sequestrò l'impianto. I reati contestati erano, tra gli altri, scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi ed emissioni nocive in atmosfera. «La produzione a singhiozzo ha generato la sfiducia dei nostri clienti, inducendoli a ricercare altri fornitori in grado di assicurare una più regolare continuità nelle consegne - continua la nota -. In questi periodi di prolungato fermo tutti i dipendenti sono stati sempre pagati dall'azienda anche in assenza della loro partecipazione al ciclo produttivo». «E' una giornata molto triste - ha detto il presidente del Cda Mario Pisano - che giunge al termine di un percorso travagliato e complesso. Purtroppo, la tempistica degli accertamenti e delle decisioni degli organi inquirenti - ai quali si ribadisce anche in questa occasione il massimo rispetto e la più ampia disponibilità ad ogni forma di collaborazione - non può consentirci l'ulteriore prolungamento di una grave crisi oltre che produttiva, a questo punto, anche finanziaria. Siamo stati lasciati da soli senza alcuna voce a difesa del nostro lavoro imprenditoriale, esposti a critiche ingiustificate e strumentali».
FONTE IL MATTINO
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