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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Italiani rapiti: Danilo, il bellunese che conosce il deserto libico

20 Settembre 2016, 07:41am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Italiani rapiti: Danilo, il bellunese che conosce il deserto libico

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SEDICO - Ha trascorso gran parte della sua vita in Libia, con una brevissima parentesi in Laos sempre per lavoro, Danilo Calonego, 68 anni, nato nel bellunese, a Sedico, ma residente - secondo la sua pagina Facebook - da qualche anno a Marrakech, rapito assieme a un altro italiano, Bruno Cacace, di Cuneo, e a un canadese. Calonego, in uno dei suoi rientri in Italia, aveva raccontato la sua storia di immigrato in terra libica, dal 7 febbraio 1979. In quell'occasione, sul finire dell'estate di due anni fa, aveva parlato di una viaggio avventuroso nel deserto per raggiungere l'Algeria dopo la guerra e la caduta di Gheddafi assieme a un compagno di lavoro - «85 chilometri nel deserto libico e poi siamo entrati nella terra di nessuno» - con il rischio di trovare «predoni e terroristi».

«Ben che ti vada - aveva detto, manifestando la volontà di raccontare le sue storie in un libro visto che aveva annotato tutti i suoi anni lontano dall'Italia in una montagna di agende - ti rubano tutto e ti picchiano. Anche il nostro autista, un tuareg, aveva paura». Quei 15 chilometri nella «terra di nessuno» gli erano sembrati un'eternità. Poi l'arrivo alla frontiere algerina, gli aiuti ricevuti, il riuscire a raggiungere l'aeroporto di Janet per prendere un volo per Algeri. Da li, in aereo fino a Roma, poi Venezia, poi le sue Dolomiti.

Aveva raccontato che quando aveva visto le montagne, anche se era sera «e c'era poca luce», «mi è sembrato di essere stato in un altro mondo per anni e anni». E la Libia? prima della morte di Gheddafi, secondo Calonego gli emigrati erano rispettati, bisognava però seguire le loro usanze . E dopo? il meccanico bellunese aveva parlato di disastro, ma poi in Libia c'era tornato per lavorare ancora; stavolta per una ditta piemontese.

IL GAZZETTINO.IT

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