NEWS ITALIA E DAL MONDO Scontro dei treni in Puglia, foto con avvocato inguaia il pm Il legale di un imputato simula di baciarle il piede. Interviene il Csm
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA. Una foto inguaia Simona Merra, uno dei pubblici ministeri della procura di Trani che indaga sul disastro ferroviario del luglio scorso sui binari della Bari Nord. E provoca indignazione tra alcuni familiari delle vittime di quello scontro tra treni che a luglio ha provocato la morte di 23 persone. È lo scatto che immortala l’avvocato Leonardo De Cesare, difensore di uno degli indagati dell’inchiesta - il capostazione di Andria Vito Picarreta- mentre mima un bacio ai piedi del magistrato. Non ho «nulla da nascondere», sono «serena», dice il magistrato spiegando che si tratta di un’immagine di tre anni fa e che non ci sono ragioni per astenersi dall’inchiesta, perché con il legale ha «avuto una conoscenza limitata» a quel periodo e dunque non si sente assolutamente condizionata. Ma la sua vicenda finisce all’attenzione del Csm - dove è già stata investita la Prima commissione - e del procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. E ovviamente al vaglio del capo della procura di Trani, che dovrà decidere se lasciare il fascicolo sull’incidente nelle mani di Merra o escluderla dall’indagine. Il caso scoppia nella mattinata di ieri quando alcuni quotidiani pubblicano la fotografia, che è stata allegata a un esposto che un imprenditore pugliese ha fatto arrivare al Csm. «Siamo scioccati, allibiti e arrabbiati», «tutte le famiglie con cui sono in contatto sono saltate sulla sedia appena hanno visto questa foto», dice la figlia di una delle vittime del disastro, Daniela Castellano, che posta l’immagine su Facebook. «Logica vorrebbe che la pm abbandonasse il caso», perché «noi parenti non possiamo vivere con l’incubo che le indagini possano essere influenzate da qualcos’altro». «La foto è di una festa di compleanno. Risale all’inizio dell’estate 2013. Il party di una amica comune. Lo scatto coglie in un momento di goliardia», spiega poco dopo l’avvocato De Cesare. Una tesi confermata dalla pm, che aggiunge altri dettagli a quei ricordi: durante un gioco fatto alla presenza degli altri invitati lei era stata schizzata con acqua e il legale in quel momento le stava solo chiedendo scusa. Quanto all’inchiesta, Merra fa notare che l’interrogatorio di Piccarreta è stata fatto da tutti i cinque titolari dell’inchiesta in presenza del procuratore. «Non c’è stata nessuna attività svolta in autonomia. Non ho fatto nulla e non avrei motivo di favorire nessuno perché il mio compito è accertare la verità». IL MATTINO DI PADOVA
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