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SALERNO E PROVINCIA NEWS Sedicenne violentata a San Valentino i barbari del web alla carica

30 Giugno 2016, 09:17am

Pubblicato da Alessia Chianese

SALERNO E PROVINCIA NEWS Sedicenne violentata a San Valentino i barbari del web alla carica
SALERNO E PROVINCIA NEWS Sedicenne violentata a San Valentino i barbari del web alla carica

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE Frase in piena sintonia con le tante in corsa libera nello stupidario incontrollato dei social forum, digitate da compagni di scuola, adolescenti amici dei cinque o anche conoscenti della ragazza, in vena di commenti carichi di minaccioso scherno verso di lei, e sfruttando l'occasione validi come messaggi espliciti nei confronti di tutte le altre, perché se ne stiano avvisate: «Se fate le troie, questo meritate».Fortuna che, a controbilanciare gli insulti e le solite accuse gettate in campo per ribaltare i ruoli e far apparire colpevole la vittima, ci siano altri messaggi, soprattutto delle amiche, che rintuzzano i primi, ribadendo che «la vittima è lei, non loro».Ma il numero degli insulti elargiti dopo lo stupro e la violenza verbale di adolescenti trasformati in difensori degli aggressori, arrivando ad accusare la ragazza di averli provocati per il gusto di metterli nei guai, è francamente sconcertante. E fa venire in mente l'invettiva pronunciata da Umberto Eco a proposito degli effetti di emulazione negativa amplificati dalla rete, che induce soprattutto i portatori di bassi umori «di pancia» ad auto-caricarsi e rafforzarsi a vicenda: «Prima parlavano solo al bar, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli». L'imbecillità in questione, però, preoccupa più di altre perché contagia dei ragazzi. È dolosa, perché li imprigiona in valutazioni e stereotipi fuorvianti. E dice di un presente che, con il «passo del gambero», scivola indietro cancellando quelli che erano sembrati traguardi raggiunti e condivisi, facendo balenare invece i lampi del vecchio armamentario di accuse sui segni di consenso disseminati in giro dalla creatura donna per il fatto solo di apparire, di vestire, di abbigliarsi, di esistere come differenza. E sono da far cascare le braccia dallo sconforto i toni e le formulazioni di quelle accuse se si pensa che a pronunciarle sono quindici-sedicenni amici di giochi e di studio della ragazza stuprata.
IL MATTINO

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