SALERNO E PROVINCIA NEWS Assenteisti, i nomi dello scandalo Ruggi: gruppi organizzati anti-controlli, contestata l’associazione a delinquere
INSERITO DA ANGELA CECERE Nuova bufera sul Ruggi, travolto dal secondo filone di inchiesta sull’assenteismo. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica c’è un elenco lunghissimo, composto da 766 lavoratori dell’ospedale di via San Leonardo, coinvolti nell’indagine sui furbetti del cartellino, partita nel 2014, quando sugli apparecchi marcatempo furono posizionati gli occhi elettronici delle telecamere per verificare le timbrature dei badge aziendali.
Secondo il pm Francesco Rotondi, alcuni degli indagati che hanno aggirato le modalità di timbratura del cartellino marcatempo, non hanno commesso solo il reato di truffa ai danni dello Stato. A diverse decine di lavoratori è infatti contestata l’associazione a delinquere (416 del codice penale) e dunque l’organizzazione sistematica per trovarsi il cartellino timbrato senza essere presenti sul posto di lavoro. Per la Procura, alcuni dipendenti avevano formato dei gruppi uniti dallo stesso obiettivo: coprirsi a vicenda e eludere i controlli. Diciotto in tutto, tredici dei quali formati da persone che erano in servizio negli stessi reparti. In pratica gli inquirenti stanno verificando se chi lavorava nelle stesse divisioni, si fosse organizzato con i colleghi con i quali era a più stretto contatto.
Alcuni “affiliati”, poi, operavano illegittimamente anche in altri gruppi, per dare una mano ad altri operatori sanitari. In pratica per alcuni dipendenti si sarebbe consolidata l’abitudine di consorziarsi, per ottenere la marcatura dei cartellini affidandola a chi era stato scelto per arrivare puntuale sul luogo di lavoro e timbrare per tutti. Si tratterebbe, dunque, in alcuni casi di un sistema organizzato per garantirsi la timbratura del badge aziendale, pur sapendo di incorrere almeno in sanzioni amministrative.
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Sul contratto dei lavoratori è specificato che il cartellino è personale e pertanto ognuno deve marcare esclusivamente per se stesso. Nel dettaglio, sono dieci gli affiliati che secondo la Procura agivano illegalmente, nell’ambito di più sodalizi. Oltre ai lavoratori del comparto sanità, occorrerà valutare inoltre la posizione di diversi professori universitari che non avrebbero timbrato il cartellino dal momento in cui fu diramata dall’Azienda ospedaliera una circolare interna in cui veniva stabilito che anche primari e docenti avrebbero dovuto utilizzare il badge.
Per un periodo di tempo sia i primari sia i docenti non avevano nessun obbligo di timbratura, perché entrambi lavoravano per obiettivi non valutabili tramite l’orario di lavoro. In seguito alla emanazione di direttive regionali, l’Azienda prescrisse anche per loro nuove disposizioni sull’utilizzo del cartellino.
Ci fu un periodo di “vacatio”, e confusione su cosa fare visto che tra l’ateneo di Salerno e la dirigenza ospedaliera vi era una convenzione. Con le nuove modalità impartite, alcuni si sarebbero adeguati, altri no.
Nelle mani della Procura ci sarebbero i nominativi di docenti e medici che non hanno adempiuto al proprio dovere, contravvenendo agli obblighi di marcatura. Nel nuovo elenco figurano sindacalisti primari, medici, radiologi.
Ecco un primo elenco dei lavoratori ai quali è contestato il reato di associazione per delinquere. Antonio Aliberti, Ciro Sorgente, Biagio Gizzi, Vincenzo Siniscalco, Antonio Amoroso, Guillermo Vicente Venosa, Matteo Quaranta, Salvatore Della Femmina, Lucia Caserta, Alfonso Apicella, Francesco De Martino, Roberto Tozzi, Carlo Sabatino, Renato Nicoletti, Vito Esposito, Alfonso Marramao, Vincenzo Califano, Guglielmo Tura De Marco, Francesco Fasano, Antonio Criscuolo, Carmine Strollo, Antonio Panariello, Francesco Califano, Saverio Cavallo, Pasquale Dello Schiavo, Cesare Rocco, Gennaro Salernitano, Vincenzo Carratù, Vincenzo Pagano, Matteo Santoro, Antonio Izzo, Matteo Giannettini, Giuseppina Casella, Carmela Finizio, Annunziata Cirino, Carmela Procida, Maria Rosaria Caserta, Margherita Oliva, Rosa Aliberti, Guglielmo Crucito, Mario Picariello, Mario Giuseppe Di Lieto, Bonaventura Francesco Di Lieto, Alberto Damiano, Raffaele Viceconti, Ferdinanda De Rosa, Ciro De Pasquale, Luisa Ragone, Carlo Pero, Ernesto Spacagna, Emiddio Falcone, Francesco Di Palma, Giovanni Salsano, Luigi Pandolfo, Luciano Perrotti, Domenico Sofia, Carmine Iannone, Maria Fortunato, Lucia Rallo. Secondo quanto appurato dalla magistratura, vi sarebbero anche persone che facevano parte di più gruppi (in tutto ne sono stati contati 18) di “mutuo soccorso” per la timbratura del cartellino.
LA CITTA DI SALERNO
22.06.2016 13.57
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