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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Modena: Uccide l’ex convivente e la nasconde in un frigorifero

28 Giugno 2016, 13:39pm

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Modena: Uccide l’ex convivente e la nasconde in un frigorifero

I vicini sentono odore e chiamano i pompieri che scoprono il corpo nudo di Bernardetta Fella, 55 anni Armando Canò, 50 anni, è stato rintracciato e nella notte ha confessato l’omicidio avvenuto giorni fa

LA GAZZETTA DI MODENA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Un femminicidio, due persone malate, disturbate, conviventi da quasi sette anni, come si legge nella loro “pratica”, perché sono riuscite ad avere una casa grazie ai contributi del Sert e del Centro salute mentale che li segue da anni. Due persone che vivono ai margini, che fanno correre le forze dell’ordine per i loro continui alterchi, per le botte e il sangue, per i Trattamenti sanitari obbligatori nei momenti di esplosione delle crisi. Eppure nella vita di lei c’era tanto, c’era una vita vissuta per sé e per gli altri: era stata una maestra di asilo, faceva volontariato presso un’associazione, aveva amiche, lottava contro la depressione e soprattutto denunciava. Aveva denunciato le violenze più volte alle forze dell’ordine, diceva che aveva paura di morire, che quell’uomo prima o poi l’avrebbe uccisa.

 

Uccisa e chiusa nel frigo: le testimonianze delle vicine sui maltrattamenti subitiIl racconto drammatico delle vicine sulle violenze subite dalla vittima, Bernadette Fella, conosciuta anche come Elisabetta: da tempo era vittima di violenze da parte del convivente, Armando Canò, ripetutamente aveva denunciato la situazione, poi l'ultima lite degenerata in tragedia (video di Luigi Esposito).Leggi l'articolo

 

 

 

Tre anni fa la polizia dovette intervenire proprio perché aveva cercato di strangolarla. In quella occasione la donna riuscì a chiedere aiuto in tempo, e poi, forse travolta dagli eventi e dalle sue crisi, ritirò la denuncia. Ma quest’ultima volta non ha nemmeno potuto chiamare qualcuno, attaccarsi alla solita telefonata dicendo che quell’uomo che lei non voleva più era tornato in casa per picchiarla.

 

 

 

Bernardetta Fella, 55 anni, è stata trovata morta, senza vestiti, dentro ad un frigorifero, un normale frigorifero da cucina sdraiato in orizzontale sul pavimento, in disuso da tempo, nella cantina della sua abitazione. Lunedì sera, verso le 20, dopo che da qualche giorno, con la temperatura che si era impennata, c’era un odore disgustoso che permeava al piano terreno, i residenti della palazzina in strada nazionale per Carpi, al civico 101, avevano chiamato i vigili del fuoco e la polizia municipale. Pensavano che ci fosse una fuga di gas. Ma non era così.

 

Maltrattata e uccisa alla Madonnina, l'allarme dei vicini e il ritrovamento del cadavereTanta rabbia tra i conoscenti e gli amici di Bernardette Fella, conosciuta anche come Elisabetta, vittima di violenze e poi uccisa dal convivente nella sua casa alla Madonnina, all'inizio di strada Nazionale per Carpi. Il corpo è stato ritrovato in una cantina, nascosto in un frigorifero. A dare l'allarme i vicini e le attività commerciali della zona, insospettite dall'odore che proveniva dall'ingresso del palazzo. La rabbia è tanta, perché tante volte aveva denunciato i maltrattamenti, poi è finito tutto in tragedia (video Luigi Esposito). Leggi l'articolo

 

«Abbiamo indicato loro la cantina - spiega Anna De Simona - e i vigili del fuoco hanno forzato la porta. C’era un mucchio di vestiti sopra a quel congelatore, hanno alzato lo sportello è hanno trovato la signora “Betta”. Erano giorni che non la vedevamo, forse un po’ più di una settimana. Capitava che non si facesse vedere a casa, così come del resto anche il suo compagno. Lui poi non veniva quasi mai».

 

 

Sul posto arriva la Polizia Scientifica, arrivano gli agenti della squadra Mobile e scattano le indagini. Bernardetta è una persona nota alle forze dell’ordine, proprio per i vari interventi, proprio per le chiamate, proprio perché aveva avuto ripetutamente bisogno del loro interventi. In breve i poliziotti fanno una lista di persone e di contatti e il cerchio si chiude ineluttabilmente: nel mirino finisceArmando Canò, il convivente di 50 anni.

 

 

Un uomo alto un metro e ottanta, pure lui in cura al Centro salute mentale: era da un po’ che non viveva più con la sua compagna. Ne aveva trovata un’altra, pure lei in cura al Centro salute mentale e probabilmente, hanno pensato gli investigatori, lui era proprio da lei.

E così la polizia è andata a Castelfranco, si sono presentato all’abitazione della “amica” di Armando e lo hanno trovato. Da quanto si è saputo l’uomo sia già a Castelfranco sia in questura, ha confessato subito l’omicidio. Avrebbe dichiarato che quella donna continuamente lo molestava, continuamente chiedeva a lui di tornare con lei, che non voleva darsi pace e ritenere che la loro relazione fosse finita.

 

L'ORRIBILE DELITTO L’omicidio risale a circa una settimana fa: Armando Canò era andato da lei per prendere le sue cose e le stava recuperando, ammucchiandole nella cantina. Bernardetta lo avrebbe seguito in cantina e lì sarebbe scoppiata la lite, furibonda. Armando l’ha presa per il collo e l’ha strangolata, uccidendola. Questo è, in sintesi, ciò che avrebbe raccontato il cinquantenne agli inquirenti.

Il sostituto procuratore di turno Katia Marino, ritenendo di avere tutti gli elementi necessari, ha pertanto emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto.

Un provvedimento che è in attesa di convalida da parte del giudice. Nel frattempo Canò è in carcere al Sant’Anna per le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Prima dell’interrogatorio era stato portato sul luogo del delitto, dove i condomini della vittima lo avevano riconosciuto come la persona che l'aveva frequentata negli ultimi mesi.

L'AUTOPSIA. Ora il corpo di Bernardetta Fella si trova presso l’istituto di Medicina legale del Policlinico di Modena, in attesa che venga effettuato l’esame autoptico: il corpo, per il fatto che era almeno da un settimana in quel frigorifero spento, era già in stato di decomposizione. La donna aveva avuto dall’ex marito due figli, Davide di trenta e Simone di venticinque anni, e lascia due sorelle e due fratelli.

di Stefano Totaro LA GAZZETTA DI MODENA 

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