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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, incendio all'ospedale San Camillo: un morto. Evacuati due piani di un padiglione. «Fiamme da sotto il letto»

1 Maggio 2016, 13:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, incendio all'ospedale San Camillo: un morto. Evacuati due piani di un padiglione. «Fiamme da sotto il letto»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ULTIM'ORA Incendio nella notte all'ospedale San Camillo, un paziente di 65 anni è morto carbonizzato in circostanze ancora misteriose. Il rogo si è sviluppato in una stanza del reparto di Medicina, al secondo piano del padiglione Maroncelli. I vigili del fuoco hanno deciso di evacuare, per ragioni precauzionali, due piani della palazzina. Sono settanta i pazienti spostati in altre zone dell'ospedale, ma nel reparto del fuoco erano 16 i malati ricoverati.
Ciò che risulta inspiegabile è il fatto che, all'improvviso, le fiamme si siano alzate da sotto il letto: erano molto intense, tanto che hanno fuso gli infissi di alluminio. Il reparto era stato rinnovato e quindi era a norma e l'apparecchio dell'ossigeno era spento. Il reparto, inoltre, era chiuso dall'interno. I vigili del fuoco, domenica mattina, ancora parlavano di ' cause imprecisate' che hanno dato origine all'incendio.
La vittima, Gheorge Andoni di origine moldava, era in ospedale a causa dell'amputazione di un piede. Era stato precedentemente ricoverato in Rianimazione è da lì spostato a Medicina. Secondo alcune testimonianza risulta avesse anche problemi mentali. Era nella stanza con un altro paziente che non risulta avere subito conseguenze perché è riuscito a scappare in tempo. «Ho visto le fiamme sotto al suo letto» ha raccontato il compagno di stanza della vittima che ha dato l'allarme. Un'infermiera e le guardie giurate sono accorse, ma non sono riusciti a salvare il paziente, portando in salvo però altre 18 persone. Ancora da accertare le cause del rogo. La tragedia è avvenuta prima dell'una. La chiamata alla polizia è arrivata alla mezzanotte e ventidue minuti, dopo pochi minuti gli agenti del commissariato monteverde erano già sul posto. L'allarme antincendio continuava a suonare, gli estintori secondo le prime indagini erano in regola.
Sta indagando la polizia scientifica, ma ciò che è certo è che all'interno della stanza non vi erano macchinari in funzione. È il letto stesso non era azionato da macchinari elettrici ma era del tipo a manovella. Il lattice del materasso potrebbe avere velocizzato la propagazione delle fiamme. «Una commissione di inchiesta indagherà su quanto avvenuto» spiega Alessio D'Amato, direttore della cabina della regia della sanità regionale, che questa mattina ha svolto un sopralluogo al San Camillo. Il reparto è sotto sequestro per l'indagine della polizia in corso.

In ospedale nella notte era accorso il direttore generale dell'ospedale San Camillo, Antonio D'Urso: «Impossibile capire in questo momento cosa abbia causato l'incendio. Sappiamo solo che c'era un altro paziente presente nella stanza: è incolume, è ancora degente in ospedale. I sistemi di segnalazioni dell'incendio hanno funzionato e anche il personale è stato rapido nel gestire l'emergenza. Tutti i pazienti stanno bene e la situazione è sotto controllo. Squadre tecniche, infermieri, direzione sanitaria sono all'opera. I malati di quel reparto sono stati accolti in altri reparti».

Un paziente. «Ho visto le fiamme sotto al suo letto». È quanto avrebbe raccontato il compagno di stanza dell'uomo morto nell'incendio. Secondo quanto si è appreso, è stato lui a dare l'allarme. Un'infermiera e alcune guardie giurate sono accorsi per primi nella stanza, ma non sono riusciti a mettere in salvo il paziente, bloccato nel letto a causa dell'amputazione di un piede.
Alle 11 di domenica mattina tutti i primari dell'ospedale sono stati convocati dalla direzione generale per valutare insieme le strategie per affrontare l'emergenza e gestire i degenti sfollati. Nel reparto, che resta chiuso, erano ricoverate 16 persone. Mentre un'altra cinquantina di pazienti che erano in un'area limitrofa evacuata per sicurezza già nel pomeriggio di domenica dovrebbero rientrare. La Regione sta seguendo gli sviluppi della vicenda. Anche se i tempi di reazione dell'ospedale sarebbero stati veloci: la squadra antincendio interna sarebbe entrata in azione in 11 minuti. Ma nonostante il materiale ignifugo del letto, per il moldavo, amputato a un piede in precedenza, non vi sarebbe stato scampo.
Gli inquirenti, intanto, stanno cercando di ricostruire il profilo del paziente deceduto, raccogliendo informazioni. Al momento la sua cartella clinica non sarebbe stata ancora reperita, ma a quanto si apprende il moldavo sarebbe stato affetto da una grave demenza.in un comunicato, a mezzogiorno di domenica, la direzione ospedaliera ha chiarito che 'immediatamente sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza e il personale dell'azienda ha provveduto a spegnere l'incendio prima dell'arrivo dei vigili del fuoco e ad evacuare i pazienti in zone sicure'. Parla di '17 pazienti trasferiti nella parte opposta del padiglione' e di altre 40 persone 'trasferite in day ho spiato trasformati in posti di degenza'. A proposito della vittima la direzione spiega che era 'ricoverata dopo un intervento di tipo neurochirurgico' è che fosse 'affetto da gravi disturbi cognitivi'. 'secondo i primi accertamenti - si legge nella nota - nella stanza da dove si è ns i luppolo l'incendio non erano presenti apparecchiature medicali, ne' altri materiali. Il letto dove si trovava il malato deceduto era di tipo manuale e come di norma con materasso ignifugo. Il direttore generale esprime cordoglio per la morte del paziente e condoglianze ai familiari'.

di Mauro Evangelisti IL MATTINO

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