SALERNO E PROVINCIA NEWS Fonderie Pisano: tutti in piazza per la delocalizzazione Lavoratori e rappresentanti del comitato “Salute e vita” insieme sotto la Prefettura. Non ci sarà Martina Marraffa
INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO. Archiviate in buona parte le polemiche relative all’episodio dell’aggressione al presidio dei manifestanti di mercoledì scorso, spazio ora alla manifestazione di questa mattina davanti la Prefettura che vedrà unito, per la prima volta, il fronte dei lavoratori insieme ai membri del comitato “Salute e Vita”.
«Vorremmo sottolineare - afferma il portavoce del comitato, Lorenzo Forte - che apprezziamo la prima risposta, anche se non risolutiva, dataci dal vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, con il dispositivo del commissario dell’Arpac, Pietro Vasaturo, con la quale si è dato incarico ad Antonio De Sio, direttore del dipartimento dell’Arpac di Avellino, di coordinare i lavori di monitoraggio straordinario al quale lavoreranno tutti gli altri dipartimenti regionali».
E continua: «La nostra volontà rimane che venga firmato il protocollo d’intesa entro maggio 2016 per la delocalizzazione con l’individuazione di un sito in zona industriale e con la costruzione di un impianto nuovo capace di abbattere notevolmente l’impatto ambientale, sia per garantire i cittadini sia per garantire sicurezza sul luogo di lavoro agli stessi lavoratori».
In dubbio la presenza di Martina Marraffa, la neuropsicologa 29enne di via della Partecipazione diventata l’icona di questo nuovo ciclo di protesta contro le Fonderie Pisano.
«Le Fonderie Pisano devono chiudere. Non c’è altra soluzione - grida con forza la dottoressa - La salute dei cittadini va tutelata ora, non fra qualche anno con la delocalizzazione. Siamo al fianco dei lavoratori che devono essere tutelati però con un serio e preciso programma di ricollocazione. Ma i Pisano non possono avere un premio dopo ottant’anni di reati ambientali già certificati dalla Magistratura».
Nonostante ciò, la vigilia dei preparativi ha offerto un ennesimo gesto distensivo, questa volta da parte dei lavoratori che hanno voluto rimediare alla distruzione dello striscione strappato dagli operai delle fonderie tra la notte di mercoledì e giovedì scorso. Un messaggio di riappacificazione quello che campava sul telo: “No guerra tra poveri”, come a voler aprire una seconda fase della protesta diretta alle istituzioni, ad oggi ancora incapaci di fornire risposte che riescano anche ad appianare la situazione precaria riguardo l'ordine pubblico.
Dalla Prefettura e dalla Regione ancora nessuna novità mentre dalla Provincia è Mimmo Volpe a confermare che l’Ente sta continuando la ricerca di ipotesi valide da sottoporre alla proprietà. Dallo scranno di Lira Tv nel consueto appuntamento del venerdì, invece, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha ribadito, brevemente, che l’obiettivo è la delocalizzazione: «Serve portare l'impianto altrove - ha dichiarato l’ex sindaco di Salerno - Nel frattempo dobbiamo rispettare le prescrizioni per la tutela della salute dei cittadini, mantenendo la produzione in corso poiché non possiamo togliere il pane a centinaia di lavoratori con mogli e figli. Abbiamo preso già contatti col Governo per mettere
in piedi con Invitalia un programma di delocalizzazione serio. Riguardo gli episodi spiacevoli - continua - invito ad un atteggiamento di rispetto reciproco e di tolleranza. La priorità sicuramente è la salute dei cittadini. Stiamo lavorando con rigore all'insegna del rispetto reciproco».
LA CITTA DI SALERNO
19.03.2016 16.37
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