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SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi

29 Febbraio 2016, 14:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi
SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi

INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO - Luci ed ombre nel delitto delle Fornelle: una prima riposta ai dubbi degli inquirenti potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma, ai quali i colleghi del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Salerno, agli ordini del tenente colonnello Giulio Pini e del maggiore Alessandro De Vico, hanno inviato i cellulari della vittima, il sessantenne Eugenio Tura De Marco, e del suo assassino, il 21enne Luca Gentile. Il sospetto degli investigatori, il cui lavoro è coordinato dal sostituto procuratore Elena Guarino, è che sia tutta lì la chiave di volta. Insomma, che le risposte ad alcuni interrogativi possano essere contenute nella memoria remota dei loro telefoni, in quei messaggi cancellati la cui impronta potrebbe essere rimasta e raccontare la parte (al momento) mancante della storia. Proprio la memoria del telefono potrebbe anche contenere la cronologia delle telefonate fatte e ricevute da Eugenio nelle sue ultime ore di vita; fatte o ricevute da Luca, in quelle immediatamente successive. È qui che si cercano anche «prove» sul movente, per capire se effettivamente la furia omicida del 21enne sia legata soltanto dalle avances ricevute da Eugenio e da quei ricatti sulla sua volontà di far interrompere il suo rapporto con la figlia Daniela qualora avesse continuato a non voler assecondare i suoi desideri.

Ma potrebbero anche esserci messaggi inviati o ricevuti da Luca dalla fidanzata Daniela, la figlia 23enne del carrozziere ucciso. Proprio la ragazza, dopo le dimissioni dall’ospedale, sarebbe stata autorizzata dai magistrati a far visita al fidanzato in carcere. E sempre lei avrebbe raccontato ai carabinieri di un incontro al parco del Mercatello durante il quale Luca gli avrebbe detto che il padre la sera non si sarebbe ritirato acasa perché «così mi dice la testa, così faccio». Man mano che le indagini vanno avanti, emergono una serie di dettagli che non troverebbero riscontri nella confessione del giovane omicida e tanto meno in quello della sua fidanzata. Proprio in settimana dovrebbero essere sentiti dagli inquirenti anche i genitori del 21enne, che dovranno spiegare la natura dei rapporti che il figlio aveva con il loro dirimpettaio.
E sempre a proposito di «incongruenze» ci sarebbe un altro elemento, oltre al ritrovamento di una bottiglia di alcol etilico sulla quale sono state trovate tracce di sangue: le mandate date alla porta dell’abitazione di Tura De Marco, quell’appartamento al primo piano del civico 18 di piazza D’Aiello.

IL MATTINO

29.02.2016 14.57

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