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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Videopoker, giro d’affari in leggera flessione

6 Dicembre 2015, 10:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

videopoker

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Pochi abitanti e molte slot: nella classifica delle licenze per il gioco d’azzardo elettronico l’Appennino occupa tutti i gradini del podio, da Pievepelago a Montecreto passando per Montese e Frassinoro, con Polinago unica eccezione nonché unico comune della provincia a contare zero dei quasi mille permessi per videopoker e affini sparsi nella provincia. Numeri di un fenomeno, ma soprattutto di un grande problema sociale in rapida diffusione; che fiorisce con particolare facilità in aree come il comprensorio ceramico – e Sassuolo in particolare – o nelle zone terremotate, per ragioni facilmente immaginabili: basso reddito e disoccupazione, morale ancora a terra per gli effetti del sisma, carenza di prospettive più in generale. Ricorre alle slot soprattutto chi fatica ad immaginarsi un futuro brillante, e nel gioco cerca una scorciatoia verso di esso. Ma non solo. Si tratta infatti di una patologia del tutto assimilabile alla tossicodipendenza, dove l’astinenza – più ancora del sogno di una vincita – spinge l’individuo a trascorrere ore al terminale, e a rovinarsi: l’unica certezza nell’uso dei videoterminali, come del resto in ogni altro gioco d’azzardo, è che a lungo andare si perde sempre. E quanto si perde: più di quattro miliardi di euro solo in Emilia-Romagna nel 2014, dato in lieve flessione rispetto all’anno precedente ma ancora mastodontico. L’utente medio perde quasi trecento euro l’anno, ma c’è chi si rovina perdendo anche centinaia di migliaia di euro che, spesso, nemmeno possiede. Nella classifica dei Comuni con più videopoker installati, Sassuolo è quinta con uno ogni 520 abitanti, mentre a Modena è uno ogni 743 e a Carpi uno ogni 838. La guerra alle slot, che rappresentano un introito massiccio per le casse dello Stato ma anche un costo socio-sanitario gigantesco, si combatte con ordinanze come quella di San Possidonio, Comune che a settembre ha deciso di dimezzare l’importo della TARI per i locali che rinunciano alle famigerate macchinette. Su dieci bar presenti nel comune ben otto le utilizzano, ma adesso ci stanno pensando su: il risparmio non sarebbe commisurato alla perdita economica, ma la nobiltà della causa potrebbe fare la differenza.

TRCTELEMODENA

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