PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA ANTONIO MORTO NELLO SCHIANTO DI FUORIGROTTA. L'AMICO 16ENNE: "C'ERA SANGUE DAPPERTUTTO"
INSERITO DA ANGELA CECERE Ero sul tetto dell'automobile e vedevo gli altri a terra che urlavano circondati dal sangue». C'è ancora confusione nei ricordi del 16enne coinvolto nell'incidente in viale Kennedy. Ma alcuni frammenti di quel dramma sono rimasti impressi nella mente come tracce indelebili.Un'attimo prima dello schianto mi ero voltato dal lato opposto per vedere se arrivavano automobili - spiega il minorenne dal letto di ospedale nel reparto ortopedia del Loreto Mare - quando ho guardato davanti eravamo già stati sbalzati e non ho avuto modo di capire come fosse accaduto».
Lui, il più piccolo dei tre che viaggiavano a bordo di uno scooter Sh 300 si trovava dietro la cugina ed il fidanzato di lei al posto di guida. «Stavamo tornando da una serata al Duel ad Agnano ed anche se avevo pensato di prendere un taxi alla fine mi ero convinto ad andare in scooter perché mi fidavo del guidatore» continua il ragazzo che ieri è stato sottoposto ad accertamenti ed alla trazione del femore rotto della gamba sinistra. Nella stanza degenti dove il minorenne è stato raggiunto da amici e parenti, la mamma Tina, con gli occhi gonfi ed il terrore che solo un genitore può provare quando sente la telefonata di un figlio che lo avverte di raggiungerlo sul luogo dell'incidente, continua a dirgli che «dopo due anni di battaglie per convincerlo a non prendere il motorino e non fidarsi mai degli altri questo dramma sembrava inevitabile». Tra lacrime e preghiere, chi è vicino al 16enne parla di miracolo anche se il giovane che non è credente pensa sia stato destino. «Ho saputo che c'è stato un ragazzo che ha perso la vita e mi dispiace ma non lo conosco e non era della nostra compagnia- racconta- noi eravamo in tre su un solo scooter e non mi ero reso conto che fosse coinvolto anche un altro motociclo». Gli istanti di caos e paura dopo lo schianto sono nebulosi e costellati da buchi di memoria. «Ricordo bene di essermi ritrovato sul tetto dell'auto e di essere stato soccorso per ultimo perché gli altri erano in condizioni più gravi - dice il ragazzo che indossava un casco che si è sganciato nell'impatto - ho provato a muovere la gamba che vedevo completamente aperta e non ci riuscivo, però mi rendevo conto di poter parlare e guardare gli altri che invece non mi rispondevano». Nell'attesa dei soccorsi, il 16enne originario di Fuorigrotta ha avuto la lucidità di telefonare alla mamma. «Non preoccuparti sto bene - le ha detto- però corri subito a viale Kennedy che ho avuto un incidente».
LEGGO.IT
23.11.2015 12.17
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