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NEWS ITALIA E DAL MONDO Bloccata la crescita di una bambina disabile di 10 anni, è polemica

1 Novembre 2015, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 
 
 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nuova Zelanda - A una bambina di 10 anni, quasi cieca, incapace di camminare e parlare dopo essere rimasta senza ossigeno alla nascita, i genitori hanno deciso di far rimuovere l’utero, come parte di una terapia per rallentarne la crescita, nella speranza così di farla vivere più a lungo e meglio. A segnalare il caso, che sta creando ampio dibattito in Nuova Zelanda, è il quotidiano online Globalnews. La piccola, con questa terapia, dovrebbe rimanere alta 1 metro e 30 e pesare 24 chili. Una decisione che la famiglia ha preso per il timore che crescendo potesse soffrire di dolori durante la pubertà e avere bisogno delle macchine per essere sollevata. 
La terapia consiste nel somministrare estrogeni per non far crescere il seno, e rimuovere l’utero per bloccare la pubertà. Per la Nuova Zelanda si tratta del primo caso in cui questo trattamento viene praticato su una persona disabile. In un primo momento il comitato etico dell’ospedale pediatrico di Auckland aveva vietato il trattamento, ritenendolo non necessario. Ma i suoi genitori non si sono arresi. «Non calpestiamo i suoi diritti umani. Anzi, siamo preoccupati del contrario - ha detto la madre Jen Hooper - Lei ha il diritto a vivere la vita migliore possibile, senza dolore e coinvolta nelle attività della famiglia per quello che può fare. E questo sentiamo di offrirle». Così la famiglia ha chiesto di iniziare la terapia all’estero e poi continuarla in Nuova Zelanda, ricevendo così il via libera dal comitato etico. Gli ormoni sono stati somministrati per la prima volta da un medico in Corea del Sud, e poi allo Starship Children’s Hospital di Auckland. Da quando ha iniziato la terapia, riferiscono i genitori, la bambina sorride più spesso e sembra in grado di muoversi meglio, dunque non sono pentiti della loro decisione.
FONTE IL SECOLO XIX 
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