CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Concordia, truffa all'Inps con false assunzioni: 4 arresti
INSERITO DA MORENA MOTTA CONCORDIA - Le manette sono scattate di notte a carico di sei persone accusate a vario titolo di truffa ai danni dell'Inps per un totale di 230 mila euro.
Con il provvedimento del GIP del Tribunale di Modena, Eleonora De Marco,su richiesta del PM Marco Imperato che ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri, quattro persone sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari (C.R. del ’66, C.D. del ’94; M.C. del ‘67 e B.S. del ’64) mentre a carico di altre due è stata emessa invece la misura dell’obbligo di dimora. Come è stato realizzato il bottino? Semplice, con false assunzioni e falsi licenziamenti per una novantina di persone, il gruppo gestiva le pratiche per far figurare all'Inps di Modena dipendenti in crisi e ottenere così i sussidi statali. Al buon fine della pratica malviventi e prestanome dividevano i contributi mensilmente.
COINVOLTE MANTOVA E FERRARA. L’associazione a delinquere, approfittando dello stato di bisogno delle persone contattate, offrivano un lavoro alle dipendenze di due cooperative che facevano capo all'organizzazione. Ma era tutto falso, a parte i soldi che venivano incassati puntualmentedi a fine mese: per metà i soldi andavano al finto lavoratore e l’altra metà agli organizzatori. Il sussidio percepito indebitamente variava in base ai periodo di assunzione - da un minimo di 400 euro ad un massimo di 1.000 - e l’ammontare totale indebitamente percepito ai danni dell’INPS di Modena, Mantova e Ferrara è di 230.000 euro. I periodi oggetto di indagine sono variabili poiché le posizioni sono state aperte e chiuse in momenti diversi (il sussidio di disoccupazione dura circa 8 mesi) benché l’intervallo temporale esaminato inizia a luglio 2014 e termina a luglio 2015.
COOPERATIVE FASULLE, INCASSI IN CAMPANIA. Le assunzioni fittizie venivano fatte attraverso due cooperative, una di Ferrara che si occupa di lavori in muratura e pulizie, e l’altra di Mantova che opera sia nel settore delle serre agricole sia nel montaggio di prefabbricati. Nel periodo oggetto d’indagine ben 74 persone, quasi tutti italiani e residenti nelle Province di Modena e Mantova hanno fornito la propria disponibilità a truffare l’INPS, benché di fatto solo in 28 hanno effettivamente percepito i contribuiti, poiché le attività investigative condotte hanno permesso ai Carabinieri di segnalare all’INPS le irregolarità e bloccare sul nascere le altre erogazioni, che senza l’intervento dell’Arma sarebbero ammontate a qualche milione di euro.
LE COMPLICITA' DEL COMMERCIALISTA. Le indagini condotte hanno fatto emergere che i documenti per le assunzioni fittizie venivano trasmessi ad una email adoperata da un commercialista in corso di identificazione e da questa venivano poi inviati all’INPS. Dagli accertamenti presso l’INPS è poi emerso che dalla stessa casella postale pervenivano anche documentazioni di altri 30 soggetti risultati assunti e poi licenziati da una cooperativa di Bologna e pertanto destinatari di sussidio di disoccupazione. Tuttavia, i riscontri investigativi hanno permesso di accertare che in questo caso le persone in questione erano totalmente ignari dei fatti, tanto che i sussidi venivano versati su carte di credito postali riconducibili a individui compiacenti, tutti residenti in Campania e pertanto deferiti in stato di libertà per ricettazione. Sostanzialmente erano stati abusivamente adoperati i dati di persone ignare per falsificare le assunzioni e riscuotere i sussidi.
FONTE GAZZETTA DI MODENA
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