CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena: sì, sfrecciare... Un record dopo l’altro
INSERITO DA ANGELA CECERE Piero Ferrari: «Battere la crisi facendo tesoro del passato» Mi affaccio alla finestra di casa e largo Garibaldi è lì. Con la fontana del Graziosi, la via Emilia, più in là la Ghirlandina che domina i tetti e le case di noi modenesi. Quest'anno sono cinquanta. Cinquant'anni da quando papà mi chiamò, dopo la scomparsa di nonna Adalgisa e mi disse: “Mamma voleva che tu lavorassi con me. Gliel'ho promesso e le promesse si mantengono. Da domani si inizia a lavorare a Maranello…”. C'era ancora la sede di via Trento Trieste dove adesso c'è il garage. Un voltone e si entrava. Chi passava, lo ricorderete voi modenesi non più giovani, sentiva anche qualche rombo di motore di una Gran Turismo. Tutto iniziò in via Trento Trieste. È cambiata la Ferrari. È cambiata Modena che io raggiungevo da bambino in trenino o in bicicletta. Quanti chilometri che ho fatto… Vivevo con mamma tra Settecani e Cà di Sola, a un passo da quella che è rimasta la trattoria di Zoello. Il trenino e arrivavamo alla stazione Piccola. Ma a volte con mamma prendevamo la bici e se non pedalavamo fino in città, aspettavamo il “vagone bagagliaio” dove caricare la “ciclo” e poi eccoci in città. Lasciavo la campagna e le colline (quanto sono belle le strade e i saliscendi tra Castelvetro, Puianello…) e arrivavo dove la gente già correva, passeggiava sotto i portici della "vasca", scommetteva su un futuro migliore. La nonna materna Alberta abitava in una trasversale di viale Tassoni, dietro la caserma dei carabinieri. Ancora oggi ci sono luoghi che mi sono cari di Modena che sono rimasti uguali ad allora. O è cambiato ben poco. Piazzale Sant'Agostino era ed è rimasto in bilico, sospeso tra voglia di rifacimento e palazzi che portano i segni del tempo. Largo Garibaldi, la “vasca”, viale Vittorio Veneto dove andai ad abitare dopo l'infanzia a Settecani… Con le scuole superiori venne il tempo degli amici dell'istituto Corni. Il mio compagno di banco era Franco Bellei e con lui e gli altri amici della quinta ogni anno ci rivediamo. Tutto merito di Imer Rovatti. Lui organizzò il primo raduno di classe. Non ci si vedeva da una vita, poi abbiamo pensato… facciamolo ogni anno. La nostra classe era una squadra. Siamo diventati grandi, genitori, anche nonni, ma la squadra è rimasta e con la carta d'identità che non si ferma abbiamo detto: «Meglio se ci vediamo ogni anno, anziché dieci…». “Sfrecciavamo” in bici per i viali ma in quella Modena si sentiva già lo spirito della città “Terra dei motori”. Il mio prof preferito, quello che mi ha fatto capire e sentire l'anima dei motori fu il prof. Biolcati. Esigente ma il frutto delle sue lezioni me lo ritrovo ancora oggi quando parlo con ingegneri di potenza, di cavalli… Che anni e che scuola… Si fumava in classe con i professori, disegnando insieme il futuro. Fuori uno dei nostri covi era una salumeria in via Emilia. La rossa Berkel, la Ferrari delle affettatrici, ci imbottiva i panini e poi i pomeriggi erano all'autodromo ad ammirare auto e moto. E spesso capitava che le vedevi pure correre, provare tutte insieme. Uno spettacolo nello spettacolo. Lì dove oggi c'è il parco intitolato a mio padre ricordo che iniziò a vincere la Moto Morini e lì vedevo i cadetti dell'Accademia che si esercitavano in motocicletta. O Stanguellini che provava la Formula Junior. Sotto casa, in via Veneto, a volte passava una sua Topolino con il lampeggiante che trainava una Formula Junior pronta per le prove sul circuito. Ecco, quello era il segnale. Scendevo di corsa e con gli amici "Tutti all'autodromo!". I motori, sono stati il mio amore e in fondo non poteva essere diverso. Il calcio? Posso dire di aver visto il miglior Modena, fatto in campo e in panca dai modenesi. Con mister Malagoli. I canarini che passano dalla C alla B dalla B alla A. Tre anni magici - a proposito complimenti al Sassuolo e complimenti al Carpi per la serie A - vissuti allo stadio grazie a Martino Severi che era un collaudatore della Ferrari e che un bel giorno divenne anche consigliere del club gialloblù. “Dai Piero che andiamo al Braglia! Mica esistono solo i motori e la Ferrari!”. Così mi passava a prendere e mi godetti quel Modena.
E dopo la scuola venne il tempo di lavorare a fianco di papà. Entrai in Ferrari quando la mia auto era una Mini. Rossa e bianca. Il primo motorino? Un Garelli. L'estate la passavamo a Serramazzoni e con la “Dino” sulla vecchia Giardini il mio record è Serra - ingresso della Ferrari in tredici minuti… Ma con la Mini da Modena a Maranello ho un record di appena due minuti in più. Scavezzacollo? No. Un modenese. Che ama ancora passeggiare in Canalchiaro o sotto la “vasca” e farsi via Farini fin sotto l'Accademia. Che vorrebbe un centro più pedonalizzato - che non vuol dire cuore della città morto ma semmai attirare eventi - , il recupero del parco dei viali il vero tesoro delle estati modenesi, i Giardini Pubblici. E più infrastrutture perché l'ingresso autostradale a Modena Sud è, ad esempio, ancora quello di quando… inaugurarono l'Autosole. Dalla finestra su largo Garibaldi guardo la città e penso ai giorni che porto nel cuore: l'inaugurazione del Mef, le celebrazioni per i cent'anni della nascita di papà con il monumento o quando emozionato come un bambino mi misi al volante della Mondial Spider perché, sulla pista di Fiorano, di fianco avevo papa Wojtila. Quella foto ha fatto il giro del mondo ed è impressa nel mio cuore. Dalla finestra osservo la mia Modena, ripenso ad amici di ieri come Giuseppe Panini, e all'oggi. Ai miei nipoti. Ai giovani. E a loro da modenese dico: «Non c'è posto al mondo che non mi renda orgoglioso quanto essere nato qui. Vivere qui. Siamo in una terra di eccellenza, di coraggio,
di passione. Siamo italiani e dobbiamo amare il nostro Paese. Esserne orgogliosi. Questo ieri come oggi è il segreto della gente che crede in quello che fa. Che ricorda il passato ma guarda al domani. Vi investe e quando torna a casa alza lo sguardo e fa l'occhiolino alla Ghirlandina».
di Piero Ferrari
GAZZETTA DI MODENA
21.05.2015. 18.13
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
