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SEZ. VARIE NEWS Il divorzio viaggia su Facebook

8 Aprile 2015, 14:00pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS Il divorzio viaggia su Facebook

La decisione di un giudice americano crea il precedente: il marito è irreperibile e può essere contattato attraverso il social network di Mark Zuckerberg.

Ellanora e Victor si sono conosciuti, a Brooklyn, New York. Si sono innamorati, sposati con una cerimonia civile e promessi di ripetere il rito con un matrimonio tradizionale ghanese. In Ghana, patria di entrambi. Lui non solo non ha mantenuto la promessa, ma si è anche reso praticamente irreperibile prima che i due potessero sperimentare le gioie della convivenza e consumare l’unione già suggellata. Gli unici mezzi con cui contatta sporadicamente la moglie sono il telefono e il profilo Facebook. E proprio il social network, secondo quanto ha deciso un giudice di New York, può essere utilizzato per inviare i documenti con la richiesta di divorzio dell’infermiera 26enne. Lo riporta il New York Daily News, sottolineando come gli scambi privati sulla piattaforma di Mark Zuckerberg stiano assumendo valore legale. Insomma, il cerchio che si apre con i messaggi fra gli amanti, poi puntualmente scovati e presentati in un numero sempre crescente di cause per la separazione, si chiude con le comunicazioni burocratiche fra i quasi ex coniugi relative all’imminente addio.

Identità verificata. Nelle carte del caso Baidoo contro Blood-Dzraku, i cognomi dei due giovani ghanesi, viene comunque precisato che la consegna di persona rimane il primo tentativo da effettuarsi. Nella situazione specifica, Victor Sena Blood-Dzraku non è risultato raggiungibile vis a vis o con la posta tradizionale nonostante l’intervento di un investigatore privato. La legge prevede che il documento venga lasciato all’ultimo indirizzo conosciuto, con il rischio concreto di non recapitare mai fra le mani del destinatario. “L’ultimo decennio è stato caratterizzato dall’avvento e dall’ascesa dei social network come Facebook e Twitter che occupano un posto centrale nel quotidiano di tante persone”, ha esordito il giudice motivando la sua decisione e auspicando il coinvolgimento di queste piattaforme come mezzo per l’invio di citazioni. Il tema è rilevante e strettamente collegato a quello dell’identità verificata tanto caro a Facebook stesso: il social network spinge per farci registrare con nome e cognome reali così da poterci mettere a disposizione anche servizi esterni al suo perimetro, ad esempio i trasferimenti di denaro già partiti o i pagamenti in cantiere, e può diventare in questo modo una sorta di casella di posta (elettronica) automaticamente certificata. Il precedente risale a settembre, e risiede ancora una volta negli Stati Uniti. A un uomo è stata concessa la possibilità di inviare alla moglie, irreperibile fisicamente ma attiva sul suo profilo blu, comunicazioni relative alla cessazione dell’assegno per il mantenimento dei figli.

FONTE: di Martina Pennisi CORRIERE DELLA SERA

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