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NEWS ITALIA E DAL MONDO PAVIA Prendono scope e sacchi e puliscono via Pampuri

31 Agosto 2015, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

di Fabrizio Merli PAVIA. Dice che non vuole far polemica con il Comune o con l’Asm. Perchè, molto semplicemente, ha fatto una cosa logica: la sua via era sporca e lui l’ha pulita. «Certo, se tanti facessero così, Pavia sarebbe più bella». Umberto Mangiarotti, professione giardiniere, qualche giorno fa si è preso cura di via Pampuri, una strada a fondo cieco che si trova dietro al centro “Cazzamali” a Pavia Ovest.

In questa via, vive la madre dell’uomo e lui frequenta spesso uno dei condomini. «Un giorno – racconta – stavo portando fuori il cane, quando lui è entrato nella macchia di erbacce infestanti che si trovavano a ridosso dei cassonetti. Si è ferito a una zampa, probabilmente a causa di un vetro, e ha iniziato a sanguinare».

Forse è stato a questo punto che, nella mente dell’uomo, si è accesa un’idea. Una necessità che non si fatica a comprendere ascoltando il suo racconto. «Lungo i cordoli del marciapiede – dice Mangiarotti – era pieno di erbacce che crescevano da non si sa più quanto tempo. Quando gli addetti di Asm vengono a svuotare i cassonetti, li sollevano e li scaricano nei camion. Nell’operazione cadono a terra dei rifiuti, cocci di bottiglia, cartacce, confezioni usate di alimenti. Ma non le raccolgono e così questa via era davvero sporca».

 

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Non c’era solo il problema dell’immondizia. Anche qui, come nel resto della città, il verde pubblico si è sviluppato in maniera a dir poco incontrollata. Così, all’incrocio tra via Pampuri e via fratelli Cervi, le erbacce avevano preso talmente tanto spazio sul marciapiede che era necessario scendere, con il rischio di essere investiti.

 

«Così ho preso un paio di badili e un po’ di attrezzatura – prosegue Umberto Mangiarotti – e sono stato aiutato da un altro signore che abita qua. Abbiamo sradicato una parte delle erbacce che si trovavano sotto i cordoli e sui marciapiedi, abbiamo raccolto i rifiuti che erano a terra e ramazzato la strada. Poi, con un decespugliatore, ho tagliato l’erba in una piccola area, in modo da consentire anche alle persone anziane di avere un angolino per portare a spasso il proprio cane».

 

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Mangiarotti, in sostanza, ha fatto quello che, d’inverno, ciascun cittadino sarebbe tenuto a fare davanti a casa propria, rimuovendo la neve. Solo che l’intervento dei due cittadini di Pavia Ovest non si è limitato a un solo numero civico, ma ha riguardato buona parte della strada. E qualcuno è sceso dagli appartamenti che si trovano nei condomini di questa zona per portare qualcosa da bere ai due cittadini che stavano lavorando. Il risultato è una strada ordinata e pulita. Proprio come se una squadra speciale avesse curato a fondo l’aspetto di via Pampuri.

«Io non voglio accusare il Comune – prosegue Mangiarotti – nè il sindaco. Evidentemente ci sono tanti problemi, la città è grande e fanno quello che possono. Ma anche i cittadini, nel loro piccolo, possono dare un esempio. Spetta agli altri decidere se seguirlo o se aspettare». A quanto pare, in città, si sta facendo “contagiosa” l’abitudine di intervenire sul verde e sui piccoli lavori di pulizia. A fine luglio erano stati Gianfranco Bagarotti, 74 anni, ex dipendente delle Poste e segretario del Cral, e suo nipote di 15 anni a impugnare scope di saggina e pulire la pista ciclabile che abbraccia la rotonda dei Longobardi.

Merito di un senso civico più elevato della media e, forse in parte, di una “tendenza” lanciata da Alessandro Gassman che, a fine luglio, con l’hashtag #romasonoio ha esortato i suoi concittadini a impugnare sacco della spazzatura e scopa e ripulire ciascuno il proprio angolo di una Capitale sempre più sporca. In riva al Ticino manca l’hashtag #paviasonoio, ma il desiderio di una città più bella e la voglia di lavorare, a quanto pare, non mancano.

LA PROVINCIA PAVESE

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