Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Piano di Sorrento vigile urbano salva falco pellegrino

25 Gennaio 2014, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

falcopellegrino.jpg

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Piano di Sorrento. Quando non ci sono i bracconieri, ci si mettono il vento e la pioggia. Questa volta, però, a salvare un raro esemplare di falco pellegrino in volo nei cieli della penisola sorrentina ci ha pensato un agente della polizia municipale. Il maresciallo Raffaele Russo era da poco uscito di casa per raggiungere gli uffici della sede comunale di piazza Cota. Subito dopo, ecco l’insolita scoperta: nella zona collinare, tra Piano e Sant’Agnello, un falco pellegrino giaceva ferito ai bordi della strada. Per giunta sanguinante e con un’ala spezzata. Ad abbatterlo, con ogni probabilità, sarebbe stato il maltempo che nei giorni scorsi ha imperversato sulla penisola sorrentina e su gran parte della Campania. Raffaele Russo non si è perso d’animo. Senza indugio ha deviato il traffico per evitare che le automobili travolgessero il falco. Poi l’ha adagiato in una scatola di cartone, prima di trasportarlo al Cras-Centro di recupero per gli animali selvatici di Napoli. Qui i veterinari dell’istituto di Patologia e Sanità animale dell’università Federico II hanno prestato le prime cure al falco pellegrino, sotto gli occhi di un piccolo gruppo di ospiti e colleghi stranieri. Che, ovviamente, non hanno potuto fare a meno di apprezzare la solerzia del maresciallo Raffaele Russo. Il falco pellegrino, specie in via di estinzione, è solo uno dei rapaci diurni presenti in penisola sorrentina. Il suo ruolo è particolarmente importante: è un derattizzatore che, tra l’altro, si trova all’apice della catena alimentare. Oggi è sempre più facile avvistarlo in costiera. Stesso discorso per gheppi e sparvieri, che nidificano nelle falesie calcaree del golfo di Salerno. Non solo: la penisola sorrentina è al centro delle rotte migratorie. Ecco perché nei cieli di Sorrento e dintorni transitano anche poiane e pecchiaioli. Il pericolo, però, è rappresentato dai bracconieri. A sottolinearlo è il presidente del Wwf penisola sorrentina Claudio d’Esposito: «I cittadini sono sempre più sensibili su questi temi. La solerzia del maresciallo Raffaele Russo lo dimostra e ci conforta – fa sapere –. Purtroppo, però, ci sono sempre gli imbecilli che credono di poter depredare l’avifauna locale impunemente». La tutela dei rapaci si scontra anche con il regolamento varato tempo fa dalla Provincia di Napoli. La normativa, infatti, affida il trasporto degli uccelli feriti alla polizia provinciale. Nel frattempo, tutti i centri di recupero del Wwf sono stati chiusi. E a curare gli animali sono rimasti soltanto gli specialisti del Cras di Napoli. Un aspetto che Claudio d’Esposito sottolinea con forza: «Allo stato attuale manca un valido sistema di recupero e salvataggio degli animali, uccelli rapaci compresi – conclude il presidente del Wwf penisola sorrentina –. Ma la crescente sensibilità mostrata dai cittadini è un elemento che induce a ben sperare per il futuro della fauna locale». Annarita Siniscalchi , Il Mattino Piano di Sorrento. Quando non ci sono i bracconieri, ci si mettono il vento e la pioggia. Questa volta, però, a salvare un raro esemplare di falco pellegrino in volo nei cieli della penisola sorrentina ci ha pensato un agente della polizia municipale. Il maresciallo Raffaele Russo era da poco uscito di casa per raggiungere gli uffici della sede comunale di piazza Cota. Subito dopo, ecco l’insolita scoperta: nella zona collinare, tra Piano e Sant’Agnello, un falco pellegrino giaceva ferito ai bordi della strada. Per giunta sanguinante e con un’ala spezzata. Ad abbatterlo, con ogni probabilità, sarebbe stato il maltempo che nei giorni scorsi ha imperversato sulla penisola sorrentina e su gran parte della Campania. Raffaele Russo non si è perso d’animo. Senza indugio ha deviato il traffico per evitare che le automobili travolgessero il falco. Poi l’ha adagiato in una scatola di cartone, prima di trasportarlo al Cras-Centro di recupero per gli animali selvatici di Napoli. Qui i veterinari dell’istituto di Patologia e Sanità animale dell’università Federico II hanno prestato le prime cure al falco pellegrino, sotto gli occhi di un piccolo gruppo di ospiti e colleghi stranieri. Che, ovviamente, non hanno potuto fare a meno di apprezzare la solerzia del maresciallo Raffaele Russo. Il falco pellegrino, specie in via di estinzione, è solo uno dei rapaci diurni presenti in penisola sorrentina. Il suo ruolo è particolarmente importante: è un derattizzatore che, tra l’altro, si trova all’apice della catena alimentare. Oggi è sempre più facile avvistarlo in costiera. Stesso discorso per gheppi e sparvieri, che nidificano nelle falesie calcaree del golfo di Salerno. Non solo: la penisola sorrentina è al centro delle rotte migratorie. Ecco perché nei cieli di Sorrento e dintorni transitano anche poiane e pecchiaioli. Il pericolo, però, è rappresentato dai bracconieri. A sottolinearlo è il presidente del Wwf penisola sorrentina Claudio d’Esposito: «I cittadini sono sempre più sensibili su questi temi. La solerzia del maresciallo Raffaele Russo lo dimostra e ci conforta – fa sapere –. Purtroppo, però, ci sono sempre gli imbecilli che credono di poter depredare l’avifauna locale impunemente». La tutela dei rapaci si scontra anche con il regolamento varato tempo fa dalla Provincia di Napoli. La normativa, infatti, affida il trasporto degli uccelli feriti alla polizia provinciale. Nel frattempo, tutti i centri di recupero del Wwf sono stati chiusi. E a curare gli animali sono rimasti soltanto gli specialisti del Cras di Napoli. Un aspetto che Claudio d’Esposito sottolinea con forza: «Allo stato attuale manca un valido sistema di recupero e salvataggio degli animali, uccelli rapaci compresi – conclude il presidente del Wwf penisola sorrentina –. Ma la crescente sensibilità mostrata dai cittadini è un elemento che induce a ben sperare per il futuro della fauna locale».

Annarita Siniscalchi , Il Mattino

Commenta il post