POSITANO E PRAIANO NEWS Appiaccia Savè", la storia del falso inventore della luce di Positano che fece scalpore nel mondo
INSERITO DA ANGELA CECERE Appiaccia Savè", la storia del falso inventore della luce di Positano che fece scalpore nel mondo ripresa da Domenico Notari, una storia che ha colpito giornalisti e scrittori, fra cui Montanelli ..La scena si apre su una stanza ingombra di fili elettrici, rocchetti, accumulatori, pile, dove si affanna, esaltato, un giovane. È Saverio, che ha la mania delle invenzioni. Pasquale, il padre, sta per annunciargli il fallimento del pastificio di famiglia. Ma il giovane non lo ascolta, è al settimo cielo: l'invenzione del secolo è pronta! «In questa cassetta, papà, c'è il grande segreto che ci farà miliardari». Sono le pagine iniziali di “Positano darà la luce al mondo” di Gaetano Afeltra e Dino Buzzati, edito nel '94 da Avagliano. È il 1932, Saverio Acanfora mette a rumore il mondo, annunciando di aver scoperto il modo di produrre energia, captando la forza del sole. Con l'aiuto di tre amici, sceglie come teatro dell'esperimento Positano, che non ha ancora la luce elettrica. Il chiasso intorno al progetto arriva fino a Roma, fino a Mussolini. Lo stesso Marconi invita Saverio a dare una dimostrazione a bordo dell' “Elettra”. Ma torniamo al racconto. Saverio, il padre e i tre amici hanno stabilito il loro quartier generale a Positano, all'hotel Margherita. Qui scendono due americani che chiedono di Saverio. Sono rappresentanti di una delle grandi società elettriche d'America. Li riceve il padre. Il succo del colloquio è semplice: se l'esperimento non si fa, sono pronti per loro tre milioni. Pasquale accetterebbe all'istante, rimetterebbe in piedi il pastificio. Ma Saverio non è d'accordo. Il giorno dopo, il padre è convocato d'urgenza a Roma, dove lo attende Mussolini. Brevi secche battute: «.. che il frutto dell'ingegno italico resti in Italia. Il dovere di autentico fascista è anteporre l'orgoglio patriottico alle lusinghe!». È la vigilia dell'evento. Gli elettricisti dispongono sulla piazza cento lampadine. I carpentieri montano il palco delle autorità; sul palco un palchetto con un tavolo, dove l'inventore monterà il suo apparecchio. E quelle cinque sedie dietro il tavolo? È la notte fatidica. Sono giunti giornalisti da tutto il mondo. La piazza è gremita all'inverosimile. Si fanno largo tra la folla, scortati dalle guardie, cinque signori impettiti. Sono gli scienziati mandati dal Governo. Vanno a sedersi dietro il tavolo di Saverio. Finalmente compare l'inventore, pallido, vestito di nero. Molti notano una somiglianza con Marconi. I tre amici poggiano la cassetta sul tavolo. Controllano i fili che pendono dalle lampadine. Sul palco, breve schermaglia tra le autorità per prendere la parola. Ha la meglio il parroco, che sporgendosi dalla balaustra tuona: «Cittadini, Positano che non ha la luce darà la luce al mondo!» L'orologio del campanile batte la mezzanotte. Una voce urla: “Saverio, appiccia!”. Il giovane infila la spina nella cassetta. Di colpo si accendono le lampade. Dalla piazza parte, potentissimo, un boato di evviva. È l'apoteosi. Nessuno fa attenzione ai cinque scienziati che appongono i sigilli alla cassetta. Roma, Ministero della Guerra. La cassetta viene aperta in presenza della Commissione di controllo. Sul fondo, sotto grovigli inestricabili di fili, un volgare accumulatore! Gli scienziati, gridando alla truffa, impallidiscono. Cosa diranno al Duce? Il padre, che aspetta fuori, viene convocato in fretta. Guai a lui se si farà sfuggire una parola. Gli scienziati, per quanto li riguarda, insabbieranno la cosa. «Saverio, come hai potuto ingannarmi? E come hai potuto pensare che a Roma non vedessero l'accumulatore?» gli chiede con le lacrime agli occhi il padre, tornato a Salerno. «L'accumulatore? Ma ci voleva, l'accumulatore» dice candido Saverio. «Se no come funzionava?» Di colpo, nella mente del padre, si fa strada la verità. Di colpo sull'episodio cala il silenzio. Nel 1986, Afeltra e Buzzati pubblicano questa storia sul “Corriere della Sera”. Il testo, rimasto inedito per oltre un ventennio, è corredato di una nota che avverte: il soggetto è ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto. L'inventore nella realtà è il diciannovenne salernitano, figlio di un pastaio, Saverio Natella, che nel '32 aveva progettato un’antenna hertziana alta 63,400 metri, per produrre energia solare. I tre amici che lo sostennero sono Alfredo Pappalardo, Antonio Caiafa e Luigi d'Angerio. All'epoca della pubblicazione, nell'86, d'Angerio vive a Milano, gli altri due a Salerno. Natella abita a Positano, dove ha aperto un negozio di bigiotteria. Il fatto di cronaca piacque a Rossellini che incaricò Buzzati e Afeltra, che glielo aveva raccontato, di ricavarne un soggetto cinematografico. Il testo, pubblicato sul giornale e poi in volume, è appunto il soggetto di quel film che per varie ragioni non si girò. Ma come fu possibile che scienziati e uomini di governo cadessero così ingenuamente nella trappola del salernitano? Gli autori non lo raccontano. Con tutta probabilità, Natella incarnava alla perfezione lo stereotipo dell'inventore. Ricordava il Marconi di villa Griffone: giovanissimo, autodidatta, isolato. E con Marconi, il governo aveva molto da farsi perdonare. L'inventore nel 1895 aveva scritto al Ministero delle Poste, illustrando il telegrafo senza fili da poco sperimentato con successo e chiedendo finanziamenti. La lettera era stata liquidata con la scritta “alla Longara!”, ovvero al manicomio. Tre anni dopo nasceva a Londra la Marconi's Wireless Telegraph Company. La società, detentrice di tutti i brevetti del giovane inventore, avrebbe fruttato cifre astronomiche allo scienziato e alla perfida Albione che lo aveva sovvenzionato. Per quanto riguarda la storia di Saverio, a Positano la raccontavano diversamente. Quei tre milioni promessi dagli americani erano una bella cifra perché don Pasquale vi rinunciasse. Di certo si sa solo che il pastificio non fallì, e che a Natella, dopo quel trambusto, fu affibbiato un nomignolo: “Saverio, appiccia”. Domenico Notari, La Città di Salerno 24.11.2015
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25.11.2015 15.47
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