CILENTO NEWS OMICIDIO VASSALLO: PM ANTIMAFIA IN COLOMBIA
DI MICHELE PAPPACODA I familiari di Angelo Vassallo avrebbero voluto che Bruno Humberto Damiani fosse estradato. «Deve venire in Italia per rispondere di ciò che ha fatto», dicono il figlio e la moglie del sindaco pescatore, ma “il brasiliano” (soprannome di Damiani) formalmente è accusato solo di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, reati alla base delle due ordinanze di custodia cautelare che lo hanno portato in carcere a Bogotà nello scorso mese di gennaio, quando i poliziotti colombiani lo hanno intercettato all’aeroporto. Il fatto nuovo è quello reso noto ieri dal capo della Procura di Salerno, Corrado Lembo, in una nota firmata di suo pugno, a testimonianza del fatto che l’attenzione dell’Antimafia su questo caso non è mai scemata, da quattro anni a questa parte. Rosa Volpe, il pm che sta seguendo in prima persona il caso Vassallo, è volata in Colombia con i Carabinieri del Ros per interrogare Damiani e farsi dire tutto ciò che sa non solo sul giro di droga nel Cilento e sulle estorsioni nella piana del Sele e a Salerno città ma anche sull’uccisione di Angelo Vassallo. C’è un pentito che accusa Damiani, che di quel delitto sarebbe direttamente responsabile anche se negativo all’esame dello Stub. Il brasiliano non avrebbe sparato, ma saprebbe di certo particolari su quanto accaduto la notte del 5 settembre 2010. Si sarebbe addirittura vantato di aver messo fine ad una questione personale nei confronti di Vassallo, ucciso con nove colpi di pistola. L’avvocato di Damiani, Michele Sarno, ha sempre smentito ogni coinvolgimento del suo assistito in questa vicenda, ma solo le eventuali dichiarazioni del brasiliano potranno chiarire i dettagli del caso, se ci sia una relazione- ad esempio- tra gli affari in droga ed estorsioni di Damiani (legato tra l’altro alla criminalità organizzata) e le sfuriate di Angelo Vassallo al porto di Acciaroli, forse nei confronti di alcuni spacciatori, pochi giorni prima di morire.
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